David Soul, oltre Hutch: tra musica e coolness anni ’70

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Se n’è andato a 80 anni David Soul, noto a tutti per il ruolo di Ken Hutchinson, il detective biondo della celebre coppia tv Starsky & Hutch. L’attore americano David Richard Solberg, questo il suo vero nome, era anche regista e cantautore, con diversi album all’attivo.

David Richard Solberg, in arte David Soul

Nasce cantante, dichiarando nel 1967: “Voglio essere conosciuto per la mia musica“. La recitazione però è il vero approdo, nonostante qualche album di country-pop pure decente (quello del 1976, intitolato semplicemente “David Soul”, lo ricordo non malaccio e con una canzone romantica spaccaclassifica come “Dont give up on us”).

Tutti lo ricordiamo sbirro buono, nelle vesti del biondo Ken Hutchinson detto Hutch in “Starsky & Hutch”, serie prodotta da Aaron Spelling e Leonard Goldberg ed andata in onda dal ’75 al ’79.

Hutch era quello più riflessivo, leggeva, suonava melodie intimiste con la sua chitarrina acustica, veniva da una famiglia perbene, aveva studiato, mentre Starsky, il moro interpretato da Paul Michael Glaser, era stato in Vietnam ed era quello impulsivo, stradaiolo, che quando correva alzava curiosamente le braccia facendo sorridere noi ragazzi.

Ci fecero conoscere i bassifondi di Los Angeles, prendere in simpatia i papponi informatori della polizia (Huggy Bear, che nel remake del 2004 fu interpretato da Snoop Dogg) e impazzire per il jazz-funk di Tom Scott, jazzista che coi suoi L.A. Express suonò anche con Joni Mitchell in “Court and Spark” (suo era il grandioso tema di Starsky & Hutch, poi negli anni ’90 ripreso dal James Taylor Quartet).

I due poliziotti anticonformisti – più di Michael Douglas e Karl Malden in “Le strade di San Francisco”, meno di Serpico/Al Pacino – erano strepitosi, specie negli inseguimenti, con la loro Ford Gran Torino rossa, uno dei simboli degli anni ’70.

Ma Soul andrebbe ricordato almeno per un’altra parte, quella dello sbirro giustiziere in “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan” (1973), seconda pellicola della fortunata saga, diretta da Ted Post, che diede del personaggio di Dirty Harry una versione “più di sinistra”, se così si può dire, o almeno lievemente più correct di quella vista nel capolavoro “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!” (dove Don Siegel non se ne fotteva un cazzo di far apparire Harry come un mezzo fascistoide, anzi).

Come ricorda Tarantino in “Cinema Speculation”, David Soul era davvero un attore coi fiocchi. L’unico, coi suoi maglioni dolcevita indossati sotto i giubbotti marroni, a rivaleggiare in coolness con Steve McQueen. Scusate se è poco.

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Mario Colella
Mario Colella
Garibaldino

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