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domenica 28 Febbraio 2021
Tecnè Cinema Il cinema in bianco e nero tra passato e futuro
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Il cinema in bianco e nero tra passato e futuro

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Il cinema raccontato, vissuto, analizzato: parliamo ancora di questa magnifica cosa. Per esempio del cinema in bianco e nero, delle sue radici, del suo futuro.

Il cinema in bianco e nero

Il cinema nasce principalmente come documentaristico e non ha ambizioni commerciali. In fondo è solo una stupefacente macchina meccanica. Almeno lo era alle origini. Di conseguenza all’inizio è improvvisato e naif, sperimentale, un gioco, forse un’arte. Poi arriva Georges Méliès e il cinema muta e diviene un racconta storie fantastiche; il regista parigino però non ne snatura affatto l’arte, infatti usa e inventa numerosi trucchi illusori.

Il passato del cinema in bianco e nero è il futuro del cinema
Méliès: L’homme orchestre

Ma inevitabilmente, con lo stupore del pubblico, a ruota poi arriva il commercio, il denaro, e si sa, i soldi corrompono. Il cinema diventa, soprattutto per chi non sa leggere, la massa analfabeta, il nuovo romanzo popolare e quindi il cinema divine a soggetto.

Nasce in bianco e nero il cinema ma pochi sanno che era possibile usare il colore già nel 1902 e più o meno anche sincronizzare l’audio. Solo che il cinema non ne aveva bisogno.

In fondo il muto permetteva commenti ad alta voce in sala, una certa partecipazione alla vicenda, una critica partecipata istantanea, ma il cinema deve affrontare subito una crisi, poi un altra, e un altra ancora: praticamente l cinema è in crisi dalla nascita. Per cui cambia, si adegua, muta: prima il sonoro, poi colore e successivamente il cinemascope;  poi sale più grandi e comode, audio a seimila canali e oltre e ulteriori implementazioni sensoriali. Ma tutto questo ha sempre rappresentato, più che una giusta sperimentazione del mezzo tecnico, un nuovo effetto speciale da vendere al pubblico.

Il cinema quindi ci mette le parole e le tinte mentre si fa sempre meno fatica ad inventare una macchina narrativa ed espressiva in quanto tutto si può colmare con il caleidoscopio degli effetti. Poi ogni tanto, ma solo ogni tanto, ci si accorge che l’origine di questa forma d’arte non è mai stata dimenticata, mai stata messa da parte: come dire che oggi potrai anche disegnare con l’ipad e sull’ipad ma qualcuno usa ancora il pennello come ottocento anni fa.

Il passato del cinema in bianco e nero è il futuro del cinema

Il secolo breve, ha troppo spesso e più volte bruciato il cinema, ma il cinema è sempre risorto dalle sue ceneri, come una banale araba fenice, si ripropone. Il bianco e nero ne è la prova. Non credo che si giri oggi in bianco e nero perché è vintage, perché siamo nostalgici perché ricorda qualcosa, perché era meglio una volta. No. Credo invece che una strisciante ma presente coscienza continua in qualche modo a ricordarci i primordi, non del cinema ma dell’uomo.

Un pensiero latente e costante ci mette di fronte a di un aspetto dell’essere umano che nonostante gli sforzi di molti di sopirlo, e nonostante qualcuno ci sia riuscendo, continua a resistere e sopravvivere. La creatività. Tutto ciò che non vediamo, che non sentiamo, lo immaginiamo. Così un treno per un bambino diventa un’astronave, una scopa invece il cavallo di Zorro, la vasca da bagno il mediterraneo e il giardino il vecchio west.

Il passato del cinema in bianco e nero è il futuro del cinema 2

Nel cinema in bianco e nero, nel muto, c’era lo spunto, il resto era nella mente dello spettatore che doveva figurarsi il suono degli oggetti, la voce, i colori degli abiti; e per rimando il cinema diventava un ricordo indelebile. Oggi pochi conoscono i nomi degli attori, dei registi, ricordano a stento i titoli dei film, nonostante si vada (anzi, si andava, sul cinema post covid parleremo in altra occasione) al cinema solo una volta a settimana mentre si calcola che negli anni ’20 le persone vedessero centinaia di film all’anno.

Chi, malgrado tutto, non fa cinema di intrattenimento ma tenta con difficoltà di esprimersi deve scegliere cosa fare per evitare il paragone con il nuovo film super 3d super stereo e proiettato in 4k. Deve far accettare un piccolo cinema con ancora la sedia di legno. Deve fare qualcosa. Allora, si prova, si tenta, a stimolare non gli occhi, non le orecchie, non il naso, non la pelle ma la coscienza, il ricordo , l’immaginazione, il futuro.

Concentratevi, ricordate qualcosa della vostra infanzia, vi accorgerete che è tutto in bianco e nero, che i colori se ci sono sono pochi sfumati e più che i colori ricordiamo le forme e le idee, le sensazioni.

Immaginate il futuro, non esiste, non lo conoscete: è un bianco e nero da cui ancora devono venire fuori le sagome, da cui devono emergere ancora le cose, come saranno, come vorremo che fossero. Il colore è solo una riflessione della luce, il nero e il bianco vuole ancora toccare con le idee. Ecco perché c’è ancora chi fa cinema in bianco e nero. Perché c’è differenza tra chi vuole prendere una cosa subito e chi invece la vuole lasciare.

 

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Nicola Guarino
Nicola Guarino
Regista, autore e ufologo, per non farsi mancare nulla.

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