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martedì, Luglio 5, 2022

Se i più forti diventano “la Calvarese”, qualcosa non va

Le polemiche per l’arbitraggio di Calvarese in Juventus-Inter non accennano a placarsi: di mezzo non c’è solo il risultato sportivo ma anche i milioni della Champions.

Se Calvarese diventa “la Calvarese”…

Un arbitro in giornata “storta”, usiamo un eufemismo, rischia seriamente di “deviare” 60 milioni dalle casse di un club a quelle di un altro con una decisione che ha scandalizza il mondo intero. Calvarese on fire…

All’estero la direzione di gara, con particolare riferimento al rigore decisivo concesso a Cuadrado nel finale di partita, fa gridare allo “scandalo” senza mezzi termini.

È il caso di Richard Mendez, seguitissimo giornalista di ESPN che al termine del match ha postato un tweet al veleno: “Il rigore scandaloso per la Juventus contro l’Inter fa parte di quelle rapine calcistiche per una squadra che deve andare in Champions League. Le cose devono essere guadagnate. A proposito, la Juventus è un altro dei ‘salvatori del calcio’ nella Superlega europea”.

Se i più forti diventano la Calvarese, qualcosa non va

Ci vanno giù pesante anche in Spagna (che pure tra Real e Barcellona se ne intendono di arbitraggi horror) per quanto accaduto sabato sera allo Stadium. Miguel Angel Roman, giornalista di Movistar+ ha così commentato: “La vicenda Juventus-Inter è stata irreale. Non so se ho commentato la partita o se era un sogno in stile ‘Los Serrano’ (una fiction spagnola, ndr). Ditemi se tutto questo è realmente accaduto. La Juventus si salva, ma l’arbitraggio è di quelli… non so, giudicatelo voi. Vi leggo”.

Se i più forti diventano la Calvarese, qualcosa non va

E non dimentichiamo il video virale che  riporta lo spezzone di telecronaca da parte dei giornalisti inglesi che commentavano esterrefatti l’azione del fallo da rigore di Perisic su Cuadrado, tra risate tra l’incredulo e il divertito.

La decide Calvarese, Juventus-Inter 3-2

E in Italia? Da noi  la situazione è leggermente diversa… I tifosi delle altre squadre non solo devono sopportare arbitraggi pirotecnici ma devono anche ascoltare narrazioni vagamente naif…. Restiamo sulla partita di sabato tra Juventus e Internazionale.

Come abbiamo visto l’arbitraggio di Calvarese è stato così indifendibile che alle nostre latitudini si è dovuta usare più fantasia per commentare e così si è puntato tutto sulla storiella che la giacchetta nera, sabato in realtà rossa, abbia scontentato tutte e due le squadre. Cioè Calvarese ha arbitrato effettivamente male ma senza determinare il risultato perché avrebbe scontentato sia Inter che Juve…

Chi ha visto la partita sa esattamente cosa è successo: senza l’audio dei commentatori. italiani gli episodi sarebbero stati tutti chiarissimi.

I due rigori per i bianconeri non c’erano, non solo quello su Cuadrado, invenzione assoluta, ma neppure il primo su Chiellini, che è il primo a spingere e poi sviene per un tocco. Per non parlare del goal annullato a Martinez. Annullato per un fallo su Chiellini che ha visto solo Calvarese, le immagini dimostrano che il fallo al limite l’ha fatto Danilo su Chiellini. Per chi non lo sapesse i due giocano nelle stessa squadra.

Calvarese ha danneggiato la Juventus sull’espulsione Bentancur, quella si, francamente esagerata, ma non inventata di sana pianta. Qualcuno potrebbe ironizzare che espellere Bentancur ha favorito i bianconeri ma non vogliamo essere così perfidi.

Piuttosto è interessante analizzare questa batteria mediatica che sposta continuamente l’attenzione del pubblico.

È la stessa che ha stravolto la verità processuale su Calciopoli, la stessa che non scrive mai una riga sugli acquisti sbagliati dei bianconeri (vincendo da 9 anni consecutivi è lecito ch la cosa vada in secondo piano, ma per i conti del club un po’ meno…), che minimizza gli incidenti alla “Suarez”, che esalta un allenatore che non ha mai allenato, come Pirlo. Che racconta che Cristiano Ronaldo lo pagano con la vendita delle magliette. Per scoprire due anni dopo che l’unico che guadagna dalla vendita delle magliette è Ronaldo. Perché tutto questo?

Scopriamo l’acqua calda, non c’è nessun segreto, nessun complotto, nessuna irregolarità: si chiama conflitto di interesse, che in questo caso diventa qualcosa di gigantesco. Andrea Agnelli è nel CdA di Exor, che controlla Gedi, proprietaria di La Stampa, Il Secolo XIX, La Repubblica, l’Espresso ed una catena di giornali e radio, Radio Deejay, Radio Capital, e le loro televisioni, ed investe più di 105 milioni di euro in pubblicità nei media.

Oltre naturalmente ai milioni di italiani che tifano per i bianconeri. Perché gli scudetti si vincono anche così: quando hai i mass media che lavorano per te, che esaltano le imprese, e minimizzano le sconfitte è molto più facile affrontare gli impegni.

Il problema sorge quando esci dai confini nazionali. Non dimentichiamo che anche il calcio è globalizzato. Non solo non vinci sul campo ma trovi telecronisti inglesi che ridono quando ti assegnano rigori come quello di sabato.

L’informazione sportiva in Italia è drogata da un conflitto di interesse grosso come una casa. Da una pletora di opinionisti e giornalisti che sono sensibili al richiamo della foresta. Non si può sentire Del Piero dire che ai suoi tempi certi rigori non li fischiavano. Non li fischiavano proprio e lui era il capitano della Juventus retrocessa nel 2006 per illecito sportivo.

Non si può sentire che Irrati è il miglior Var d’Europa, anzi no del mondo. Cosa che sanno soltanto a Sky. Perché si racconta che la classe arbitrale italiana è la migliore del mondo. Gli scandali degli ultimi anni sono dettagli trascurabili. Tutto questo distorce la cronaca e condiziona i campionati. Perché il bombardamento mediatico non lascia insensibile nessuno.

L’arbitro, nel momento topico, ha paura a fischiare contro una squadra perché la mancata qualificazione in Coppa è un danno non solo sportivo ma soprattutto economico.

Nel calcio che sta implodere, con le società tecnicamente fallite, qualificarsi in Champions è il labile confine tra la vita e la morte di un club. Con la Champions sei in coma vigile senza è la morte celebrale. Si può continuare così?

Le risposte a queste domande le troverete in una trasmissione sportiva a caso da quelli che dicono che Irrati è il miglior Var del mondo. E mio nonno aveva le ruote.

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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