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martedì 25 Gennaio 2022
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Lo scontro Ceferin-Super Lega rischia di frantumare anche la Uefa

Tra comunicati, lettere di uffici legali e telefonate respinte, continua lo scontro scontro Ceferin-Super Lega che rischia di finire davanti ai tribunali con esiti imprevedibili.

Continua lo scontro Ceferin-Super Lega

Vi ricordate della Super Lega? I 15 club ribelli che volevano organizzare un torneo al di fuori dell’Uefa? La reazione violenta di Ceferin, Infantino, editoriali di fuoco nei principali quotidiani, le proteste dei tifosi in piazza.

Per difendere il merito sportivo, la possibilità di un club come l’Atalanta di arrivare in finale di Champions League. Sembrava tutto rientrato ma in realtà non è così. Da una parte Ceferin che un giorno si e l’altro anche minaccia di escludere Real Madrid, Barcellona e Juventus dalle Coppe europee, dall’altra questi club che non retrocedono di un millimetro dalle loro posizioni.

Tra comunicati, lettere di uffici legali e telefonate respinte, continua lo scontro scontro Ceferin-Super Lega che rischia di finire davanti ai tribunali con esiti imprevedibili.

Sullo sfondo gli altri 12 club che osservano interessati e che sono usciti dal progetto solo a parole ma non nei fatti. Esiste un pronunciamento del Tribunale commerciale di Madrid che diffida l’Uefa da punire i club secessionisti. Ed il passaggio successivo è la richiesta di un pronunciamento della Corte di Giustizia europea.

L’ultima volte che il mondo del calcio è finito davanti alla Corte di giustizia europea non è finita bene. Parliamo della sentenza Bosman. Un calciatore belga, di nome Bosman, chiese alla Corte di pronunciarsi perché il suo club, il Liegi, gli impediva di trasferirsi al Dunquerke.

Il tribunale, in nome del Trattato di Roma sulla libera circolazione delle persone, gli diede ragione e dal giorno dopo qualunque giocatore con il contratto in scadenza era libero di sottoscrivere un nuovo accordo gratuitamente con un altro club. Una vera rivoluzione che ebbe un impatto devastante sul mondo del calcio. Niente di più facile che questa volta finirà nello stesso modo. Perché è vero che il Calcio ha una sua autonomia, ma sempre nel perimetro del rispetto delle leggi nazionali e comunitarie.

Superlega flop, indietro tutta: un fiasco epocale ma i problemi restano

L’Uefa non può avere il monopolio assoluto dell’organizzazione dei tornei e non può punire un club solo perché ha pensato di fare altro, di cercarsi sponsor che sono disposti a pagare per organizzare la Super Lega o come vogliamo chiamarla.

Il muro contro muro di Ceferin rischia di trasformarsi in un boomerang che manderà in frantumi Uefa e Fifa. Organizzazioni che hanno grosse responsabilità sullo stato di salute del calcio, come hanno responsabilità le società con la loro gestione dissennata dei club.

Come hanno responsabilità i tifosi, che da un alto invocano il merito sportivo, dall’altro pretendono che i club si rinforzino continuamente e non cedano i pezzi migliori. Non esiste interista che non sia furibondo per l’ormai certa cessione di Hakimi.

La sana competizione sportiva è un argomento che viene tirato fuori ad uso e consumo da chi non è stato invitato alla festa. Ad esempio Cairo. Furibondo per la Super Lega ma silente sulla riorganizzazione della Coppa Italia riservata soltanto ai club di serie A e serie B. Lo stesso discorso vale per De Zerbi che addirittura non voleva giocare a Milano contro il Milan per protesta. Se i vertici dell’Uefa non trovano un accordo con i club e vogliono andare allo scontro in tribunale presto, prima di quanto immaginiamo, uno tsunami spazzerá via tutto.

La soluzione può essere solo un nuovo torneo dove alcuni club avranno il diritto di partecipare indipendentemente da come si piazzeranno in campionato. Un modello simile alla NBA. Alla faccia del merito. Merito che esiste solo sulla carta, basta guardate l’albo d’oro dei principali campionati europei, in Italia quello ufficiale non quello che hanno alla Continassa, dove vincono sempre gli stessi.

Sapete quanto ha speso sul mercato il Chelsea fresco vincitore della Champions League? Tra il 2011/12, quando vinse la sua prima Coppa, e con il mercato bloccato nella stagione 2019/20, ben 1,465 miliardi di euro. Solo 55 milioni in meno del Manchester City.

La strada è segnata ed è una guerra politica e di potere, sullo sfondo i tifosi che vengono usati ad uso e consumo. Se qualcuno cerca la sana competizione sportiva è meglio che segua qualche altro sport. Francamente non sappiamo quale, perché vince sempre il dio denaro, che qualcuno chiama lo sterco del diavolo.

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Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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