Esiste ancora il pugilato? Rispetto agli sport cosiddetti maggiori è poco presente sui circuiti televisivi, ma lontano dalle telecamere ci sono atleti e appassionati, palestre e tifosi, e ci sono ancora le riunioni, come la XV edizione di Pugni Amaranto tenutasi a Livorno che ha visto la nascita dello “ius pugni”. Il nostro inviato ce la racconta.

Livorno, nella rassegna Pugni Amaranto va in scena lo “ius pugni”
Per la XV edizione Pugni Amaranto torna nella storica sede dei Bagni Lido, lo scopo della manifestazione è raccogliere fondi in favore dell’Associazione Cure Palliative di Livorno Onlus.

Dopo i dilettanti sale sul ring il peso piuma Ghaith Weslati (1-0-0). Tunisino di 22 anni, aveva praticato il pugilato nel suo Paese ma è una disciplina difficile qui da noi ricchi, figuriamoci laggiù, dove non esiste il professionismo. Lenny Bottai lo prende alla Spes Fortitude, lo aiuta nelle pratiche di regolarizzazione e, come recita il luogo comune, grazie alla boxe lo toglie dalla strada. Qui la storia raccontata da Rai 3.
Ha combattuto e vinto il suo primo incontro da professionista lo scorso 1° luglio contro l’ostico Yuri Zanoli, oggi sfida un avversario molto esperto.
Immigrato prende a pugni Salvini
Scusate ma non ho resistito: poiché non scrivo per Libero, era un’occasione unica per fare un titolo del genere. Però non si tratta di Matteo, bensì di Emiliano Salvini (19-37-2), romano di 43 anni che fa un buon match, ma la vittoria di Weslati è netta.

Nei pesi massimi vittoria (discutibile) di Alessio Marchese su Andrea Pesce
Alessio Marchese (5-3-0), genovese che si allena con Bottai, incontra l’opimo Andrea Pesce (7-18-3), 37 anni da Roma. Alto 191 cm l’uno contro i 175 dell’altro, teoricamente non ci sarebbe storia.
Invece Marchese pare un po’ rallentato e sfrutta poco il maggiore allungo, i suoi jab sono isolati e non aprono la strada ad altri colpi, mentre Pesce è più vivace e spesso colpisce con ganci che passano sopra la guardia del ben più alto avversario.
Io avevo assegnato 3 riprese su 6 a Pesce, ma il verdetto è casalingo (molto evidente la delusione sulla faccia di Pesce e su quella del suo secondo, seduto a un paio di metri da me all’angolo blu). Chissà, magari ho letto male l’incontro, però in altre occasioni ho visto un Marchese molto più incisivo di quello di stasera.

Pesi mediomassimi: un autorevole Federico Gassani si aggiudica la rivincita con Luca Spadaccini
Ed eccoci al clou, si tratta di una rivincita. Il pugile di casa Federico Gassani (9-1-1) lo scorso 14 maggio ha perso contro l’abruzzese Luca Spadaccini (8-3-3) in una maniera davvero bislacca. Centrato da un destro dopo pochi secondi, va al tappeto; si rialza subito, è integro e in grado di continuare, ma, anziché mostrarsi come tale all’arbitro, comincia a vagare per il ring alla ricerca dell’angolo neutro, come se fosse lui quello che ha inflitto il knock down, e peraltro alla fine va al suo angolo.
L’arbitro, vedendolo correre di qua e di là come ‘na gallina ‘mbriaca (cit. “I mostri”, episodio “La nobile arte”), si persuade che il colpo gli abbia causato uno stato confusionale e decreta il kot. Benedetto ragazzo, le regole del pugilato sono poche e semplici, che hai combinato?
Comunque in un certo senso è stato uno spettacolo curioso e divertente, lo potete vedere qui a 43’. (Non è mai prudente fare dell’ironia su un pugile professionista mediomassimo, confido che Gassani non difetti del senso dell’umorismo tipico dei livornesi e che pertanto non voglia uccidermi a cazzotti).
Stasera però Gassani, che si è tagliato la folta barba, è determinato e non sbaglia nulla, Spadaccini è determinato e le prova tutte ma è la serata di Chico, che domina e si porta a casa la vittoria (e probabilmente anche un viatico per tentare l’assalto al titolo italiano, se lo meriterebbe).

A Dio piacendo, si torna qui l’anno prossimo, è un appuntamento che non perdo anche se mi costa 700 km in macchina.
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