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mercoledì, Agosto 17, 2022

La storia della Democrazia Corinthiana: Socrates e il calcio socialista contro la dittatura

Sócrates e la Democrazia Corinthiana, l’esperimento del Corinthians autogestito, la squadra di calcio che contribuì alla fine della dittatura in Brasile.

La storia della Democrazia Corinthiana

L’antefatto di questa storia è nel suo contesto: il colpo di stato militare del 31 marzo 1964 che destituì João Goulart e instaurò un regime dittatoriale in Brasile.

Il primo presidente militare ad essere eletto fu il maresciallo Humberto de Alencar Castelo Branco che sciolse tutti i partiti politici e inaugurò la dittatura detta dei Gorillas, adottando una politica di liberismo economico, nella filosofia dei Chicago Boys di Milton Friedman, che causò un ulteriore incremento delle disparità sociali.

Nel 1969 salì alla presidenza il generale Emílio Garrastazu Medici, che diede inizio ad una fase di incremento industriale ed economico, che però si spense con la crisi petrolifera del 1973. Dal 1974 al 1979 la presidenza passò a Ernesto Geisel che dichiarò legale solo il Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB).

Dal 1979 al 1985 fu in carica il presidente João Baptista de Oliveira Figueiredo che fece qualche riforma in senso democratico. Venne votata una legge elettorale che rese legali tutti i partiti politici tranne quello comunista, ma praticò anche una forte riduzione dei salari che portò allo scatenarsi, nel 1980, di grandi manifestazioni di piazza che furono represse con la forza.

Il periodo della dittatura militare finì nel 1989, con le grandi manifestazioni di Rio de Janeiro e São Paulo: il governo militare fu da esse costretto a concedere il ritorno ad elezioni democratiche, che la popolazione reclamava.  In quell’anno venne eletto Presidente Fernando Collor de Mello.

Anche il calcio contribuì a picconare le fondamenta del regime militare che verso la fine degli anni 70 cominciò ad entrare in una crisi irreversibile.

La Democrazia corinthiana

Nel 1980 dal Brasile arrivò la notizia che il Corinthians versava in una profondissima crisi economica. I vertici del club, nel 1982, vennero azzerati ed alla Presidenza salì Waldemar Pires.

Il Corinthians era la squadra del proletariato, delle classi sociali più povere che soffrirono più di altri il regime dei Gorillas. Nel Corinthias di quegli anni giocava Walter Casagrande, futuro ex Torino ed Ascoli e sopratutto Socrates, che nel 1984 firmò per la Fiorentina. Socrates, leader di quella squadra era, come gli altri componenti della rosa, palesemente contro il regime militare.

Decisero di dare una svolta socialista all’organizzazione del club passando ad una completa autogestione della squadra. La prima cosa che venne messa ai voti fu la formazione che doveva scendere in campo ogni domenica.

Questo fu l’inizio della Democrazia Corinthiana. Non erano solo gli undici giocatori che scendevano in campo a essere scelti tramite votazione, ogni aspetto che riguardasse la squadra era messo ai voti,  non solo aspetti tecnici come lo schema di gioco, ma anche aspetti esterni, si narra addirittura che si votasse il menù dei pasti.

Inoltre il Corinthias usava ogni mezzo ed ogni occasione per promuovere la democrazia in Brasile. Nelle loro riunioni, spesso interminabili, si progettava la rivoluzione per rovesciare il regime militare.

Il club era troppo forte e famoso per essere oscurato e il Potere potè fare ben poco per zittirlo. Il Timao sarà uno strumento popolare straordinario per mettere pressione alla giunta militare. Si spesero per invitare la popolazione a votare alle elezioni municipali del 1982, dopo quasi venti anni di “non voto”.

Sulle maglie bianconere del Corinthias comparve la scritta “Dia 15 vote”. Durante le partite sulle spalle della maglia si poteva leggere l’inequivocabile scritta “Democratia Corinthiana”. Non esisteva parola più proibita di democrazia e i giocatori entravano in campo con lo striscione con la frase: “vincere o perdere, ma sempre con democrazia”.

Nel 1984 appoggiarono in modo inequivocabile l’emendamento Dante de Oliveira per tornare a votare l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Socrates promise che, in caso di bocciatura dell’emendamento, avrebbe lasciato il Brasile.

L’emendamento venne messo ai voti il 25 aprile ma non passò per le assenze e le astensioni di tanti deputati del Parlamento. Il percorso legislativo per la sua approvazione naufragò senza possibilità di recupero. Socrates andò a giocare in Italia e la forza dirompente della Democrazia Corinthiana scemò lentamente anche se il seme della libertà era stato impiantato ed il regime venne travolto e rovesciato.

Quella mitica squadra non vinse mai il Titolo nazionale, fermandosi in semifinale, ma vinse il Titolo statale, Campionato paulista, due volte, nel 1982 e nel 1983. Quando l’obbiettivo primario è salvare la tua gente, ‘ser campeão è detalhe’ (essere campioni è solo un dettaglio), quello che conta davvero è sempre e solo la libertà del tuo popolo.

Filosofia che nel nostro paese non deve aver attecchito mai molto, considerando che la squadra più titolata della serie A sul colletto delle sua maglia ha scritto “Vincere è l’unica cosa che conta”. 

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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