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lunedì, Luglio 4, 2022

La nazionale e l’abbaglio estivo: è solo la Nation League e c’è tanto da costruire

Sono bastati due pareggi con Germania e Inghilterra per ridare  forza e convinzione sullo stato del nostro calcio ma rischiamo il classico abbaglio estivo.

La nazionale e l’abbaglio estivo

È naturale che in tempi di crisi, quando si è con l’acqua alla gola, si tenda ad aggrapparsi disperatamente a qualsiasi cosa, pur di credere nella salvezza.

Così, in questi giorni è commovente come il giornalismo sportivo italiano stia facendo carte false per regalare spunti di positività ai disperati tifosi della nostra bistrattata nazionale.

Sono bastati due pareggi eccellenti – quelli con Germania e Inghilterra – e una vittoria “normale” – con l’Ungheria – per ridare loro forza e convinzione sullo stato del nostro calcio.

Ma è doveroso, per non restare poi eccessivamente delusi, considerare in quali contesti questi risultati – pur lusinghieri – siano maturati.

La Uefa Nations League è terreno fertile per le compagini che vogliano sperimentare senza dover temere le intemerate del pubblico amico; Il fatto che la competizione venga vissuta dai suoi protagonisti come una copia meno prestigiosa della Coppa Europa rende le partite meno tirate e quindi ne giovi anche lo spettacolo.

Fa bene quindi il Mancini ad approfittare di queste contingenze, il fatto di non dover avere l’assillo del risultato a tutti i costi fa sì che anche gli esordienti si giochino le loro chance in tranquillità e tentino giocate estemporanee, se il caso.

Tuttavia quelli che sono i pregi di questa pseudocompetizione sono anche i suoi difetti: la tentazione di sopravvalutare gli esiti di talune prestazioni è tangibile.

Facendo la tara ad una Germania sperimentale almeno quanto la nostra, ad una Ungheria che ha uno solo giocatore decente e un allenatore che sa molto bene come vanno le cose del pallone e un’Inghilterra che ci soffre sempre, succede che Gnonto, da tutti sconosciuto fino ad un giorno prima dell’esordio, con uno scatto e un cross diventi il nuovo Garrincha.

Come pure che un difensore non più in erba, mestierante di cantieri, di pannelli in pvc e di serie inferiori, improvvisamente diventi il Carneade di turno a spese di Bonucci, sia in maglia bianconera che in quella azzurra.

Va tutto bene, è il calcio estivo, baby: sotto il sole di abbagli se ne possono prendere. Se il calciomercato va in onda l’estate, un motivo pure ci sarà.

 

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Filippo De Fazio
Filippo De Fazio
Meridionale ma anche settentrionale. Sono lettore incallito e compulsivo, grafomane della vecchia scuola, ex calciatore dagli esiti disastrosi.

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