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domenica, Agosto 14, 2022

Calcio d’agosto: Inter-Lione 2-2 e Tottenham-Roma 0-1. Affanni e buone sensazioni

A Cesena un pareggio, Inter-Lione 2-2, con qualche ombra per la squadra di Inzaghi ancora a caccia della forma migliore. Bella vittoria invece della Roma che lascia buone sensazioni in questa estate che sta facendo sognare i tifosi giallorossi.

Calcio d’agosto con Inter-Lione 2-2

Dell’ennesima amichevole estiva interista, quell’Inter-Lione organizzata in quel di Cesena, il primo fotogramma della mai troppo benedetta emittente Dazn che ho captato, è stato quello che immortalava in un semi-fermoimmagine i giocatori delle due squadre inginocchiate appena prima del calcio d’inizio.

Un gesto fortissimo quello del “Taking the knee” condiviso in quasi tutti i campi da gioco del mondo dal 2016 in avanti, in memoria dell’accadimento durante il quale George Floyd, un uomo di colore, veniva ucciso da un poliziotto che lo aveva fermato per futili motivi.

Il gesto è talmente forte e convincente da portarti a credere che un’efferatezza di quel tipo non potrà accadere mai più, che a questo punto le vicende dell’umanità non possono che aver preso una china migliore. Pensi persino che quel rituale possa ormai essere diventato ridondante al punto da poter tranquillamente essere messo da parte.

Poi invece accade che nella vicina Civitanova, un energumeno estirpi letteralmente la vita dal corpo di un povero cristo che viveva di espedienti, la cui unica colpa è stata quella di non aver distolto lo sguardo dal volto del suo futuro carnefice. La terribile sequenza in cui l’assassino con lucida determinazione disegna in presa diretta il suo progetto omicida è negli occhi di tutti.

Capisci quindi che l’urgenza l’importanza di certi gesti esiste ancora, persino di più: perché quando un concetto basilare come la parità tra le genti e il sacrosanto diritto di vivere in pace, la serena convivenza, vengono rimesse in discussione, non c’è spazio per la faciloneria.

Alla fine lo sai: la lotta per le eguaglianze deve continuare senza indecisioni, la guardia deve rimanere alta, l’attenzione sempre viva. Sennò è finita, molla il colpo, ritirati in un eremo: nulla ha più un senso.

Poi, siccome il calcio è l’oppio dei popoli, si cambia pagina e si va sul campo e che forse è pure meglio.

Nell’Inter la novità è Onana, in campo dal primo minuto. Impressioni subitanee: il ragazzo ha freddezza, un buon piede sia per il passaggio che per la battuta lunga. Se nell’equazione ci aggiungi il totem Lukaku scopri che hai una carta in più quando tira una brutta aria: palla lunga al lungagnone e i suoi cicisbei a raccattare seconde palle: neanche male.

L’Inter sta mettendo benzina nel motore, e si vede. Le gambe sembrano più sciolte e la palla viaggia col contagiri sempre in zona rossa. Anche la testa sembra ben disposta: prova ne è Barella, che dopo neanche due minuti dopo il fischio d’inizio, manda a cagare senza troppi fronzoli il solito Lukaku, reo di non avergli fatto pervenire palla “di prima”.

Brozovic che va in scivolata manco stesse surfando su un’onda delle hawaii la dice lunga sulla voglia che i ragazzi dell’inter hanno di mettere i conti in pari con la stagione scorsa.

Da parte sua il Lione è avversario tosto e attendibile, ha giocatori che sanno stare in campo, tecnica e quest’anno possono contare su uno che di gol se ne intende. Infatti è Lacazette a infilare di testa Onana, che nulla può. Ma il risultato interessa a nessuno, anche quando il Lione ne segna un altro, l’interesse di tutti è altrove.

Ad esempio a quel problemino che l’Inter ha a sinistra, a quanto pare lontano dalla risoluzione. Far rimpiangere Perisic non è certo un’impresa anche se Di Marco prova con grande volontà a smontare questa tesi. Il ragazzo crossa bene e copre bene la fascia, alle brutte sa anche tirare i calci piazzati, ma non punta (e di conseguenza non salta) mai l’uomo, cosicchè il più delle volte all’avversario basta chiudergli la strada sulla corsia per risolvere mezzo problema.

Perisic invece puntava l’uomo in default. Poi in carniere aveva l’opzione di cercare il fondo, rientrare, scaricare il pallone per il dai-e-vai, provare il tiro al fulmicotone. Dotato di una capacità di calcio non indifferente, poteva cambiare versante di gioco e occupare l’area. Faceva tutto lui insomma.

Nel secondo tempo in quel ruolo si sono cimentati prima Darmian e poi il mai troppo poco atteso Gosens, con risultati – ahimè – risibili. Difficile dire chi diventerà proprietario di quella fascia: ma se il Milan prende De Ketelaere, la Roma Dybala, la Juve Di Maria e Pogba, perché non può essere che da qui al 30 agosto l’Inter non compri Alexander Arnold?

Chiedere ai cinesi, grazie. Un’altra buona notizia arriva al cinquantottesimo, quando dalla panchina si stagliano le forme di Skriniar che sta per entrare: parrebbe niente ma è la conclusione dell’annosa querelle tra lui, l’Inter e il PSG, che alla fine deve darsi per vinto: Milan rimarrà, per almeno un’altra stagione, in nerazzurro.

Inter-Lione finisce 2-2, ma niente di serio. Poteva finire anche cinque a cinque, date le tante occasioni da rete dell’Inter e i tre pali colti dai francesi. E’ solo calcio d’agosto, non date troppa retta.

Tottenham-Roma 0-1

Date invece retta a Mourinho, che sta allestendo una gran bella squadra. In cerca dell’obbiettivo che non si deve dichiarare mai, quest’anno tra le prime quattro quasi sicuramente ci saranno i giallorossi.

Ieri la Roma ha portato a casa una bella vittoria contro il Tottenham di sir Antonio Conte. Dybala accettando la Roma ha dimostrato una modestia che nessuno gli riconosceva, al netto dello stipendio tutt’altro che trascurabile.

E’ sceso in campo con umiltà giocando per la squadra e da una sua giocata è arrivato il gol di Ibanez. Mourinho adesso può contare su una buona difesa e un ottimo attacco tra Abraham, Dybala e Zaniolo. Dovrà far quadrare i conti a centrocampo, dove sembra latitare la fantasia ed è difficile che possa cambiare la tendenza ad una certa “scolarità” l’innesto in pianta stabile di Matic, più portato a fare da frangiflutti che da onda. intanto pare vicino l’acquisto di Wijnaldum, che va proprio in quella direzione. Ma da qui al 30 agosto ce ne passa di acqua sotto i ponti

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Filippo De Fazio
Filippo De Fazio
Meridionale ma anche settentrionale. Sono lettore incallito e compulsivo, grafomane della vecchia scuola, ex calciatore dagli esiti disastrosi.

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