Il viaggio nella mente di Thiago Motta

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Thiago Motta, allenatore capace di suscitare l’abbraccio della passione altrui però evitando ogni impegno sentimentale circa la sua condotta. Senza mai tradire. Anche quando già si sa che passerà a un’altra squadra e non una qualsiasi…

Thiago Motta, uomo di ardore glaciale

Fausto Anderlini*

Quest’uomo è davvero di una intelligenza unica. Almeno da metà campionato aveva già chiuso l’accordo con l’odiata (dai tifosi) Juventus, eppure è stato sul pezzo con un ardore glaciale.

Thiago Motta è professionista di eccezionale imperturbabilità. E coi nervi d’acciaio. Capace di esercitare l’arte sopraffina della dissimulazione come neanche i più fini interpreti d’età barocca. Quasi dando l’idea di avere fatto propri con sagace determinazione i precetti che i managers più evoluti usano trarre dagli insegnamenti di Baltasar Gracian.

Il viaggio nella mente di Motta è davvero un viaggio nella mente barocca. Carpire il desiderio altrui, facendosi artefice della sua soddisfazione, esibendo il massimo di simpatia, tenendo celato il proprio interesse nelle pieghe virtuose del mestiere della deontologia. Sempre negando ogni intenzione trascendente il compito del momento.

Sfuggendo a ogni insinuazione, senza mai mentire. Acrobazia sopraffina. Di questa astuzia già aveva dato un saggio sorprendente all’atto della presa in carico della squadra. Con Mihajlovic nelle gravi condizioni di salute che conoscevamo.

Disfacendo in un attimo le gerarchie sedimentate dalla sua gestione passionale e imponendo la propria regola social-meritocratica, al netto di ogni rendita. Una fermezza straordinaria in una situazione scossa da fermenti emotivi di carattere depressivo.

In seguito ha sfruttato al massimo l’opera lungimirante di Sartori: squadra giovane scanzonata a più voci ma aggiogata all’elegante prestigio del direttore d’orchestra.

Così ha valorizzato il parco giocatori triplicandone il valore, ha tenuto alta la tensione vincente della squadra senza mai deflettere, ha motivato la ‘piazza’ trascinandola all’orgasmo di massa, pur avendo in serbo una strategia orientata altrove e custodita nel segreto.

Ineffabile Motta. Capace di suscitare l’abbraccio della passione altrui però evitando ogni impegno sentimentale circa la sua condotta. Senza mai tradire.

Se sotto il diluvio scattava in un abbraccio delirante ad abbracciare i ‘suoi ragazzi’ autori del gol non era una promessa di matrimonio, ma perchè in quell’attimo si scaricava il piacere orgasmico per il compimento della sua opera. Godiamo ora.

E quell’uso insistito e malaccentato del verbo era la sua vera promessa. E via andando, sino alla certificazione finale dello stato di fatto.

Di un contratto si trattava ed egli l’ha onorato al meglio. Un maestro. Adesso sarebbe davvero da stupidi eccedere in pose recriminatorie. Ringraziamo piuttosto d’aver potuto godere dei servigi di un così abile mercenario.

* Grazie a Fausto Anderlini

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli