Icone: Kevin Keegan, il “latino” del calcio inglese

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Kevin Keegan, nato nel 1951, è stato il “latino” del calcio inglese: talento tecnico, velocità e intelligenza tattica lo portarono dal modesto Scunthorpe ai trionfi con Liverpool e Amburgo, vincendo due Palloni d’Oro. Icona carismatica, resta leggenda dentro e fuori dal campo.

Icone: Kevin Keegan

Nato il 14 febbraio 1951 ad Armthorpe, nello Yorkshire, Kevin Keegan è una leggenda del calcio inglese, soprannominato “King Kevin” o “Mickey Mouse” per la sua statura minuta ma il talento immenso. Figlio di un minatore, Keegan ha incarnato il sogno di chi, partendo da umili origini, arriva a dominare i palcoscenici europei.

Con una tecnica sopraffina, rapidità e intelligenza tattica, era un giocatore “atipico” per l’Inghilterra degli anni ’70, tanto da essere definito il più “latino” dei calciatori britannici. La sua capacità di svariare sul fronte offensivo lo rendeva un incubo per le difese avversarie.

Gli inizi e la scoperta… da una suora

Keegan inizia nello Scunthorpe United, in quarta divisione, dove guidava persino il minibus della squadra per le trasferte, un aneddoto che rivela il suo spirito umile. La curiosità più sorprendente? A notare il suo talento fu suor Mary Oliver, direttrice della scuola saveriana di Bally Bridge a Doncaster. Scrisse sul suo diario che la passione di Keegan per il calcio andava incoraggiata, un’intuizione che lui ricordò con gratitudine quando firmò il contratto milionario con l’Amburgo nel 1977. “Non molti calciatori possono dire di essere stati scoperti da una suora,” commentò sorridendo anni dopo.

L’ascesa con il Liverpool

Nel 1971, Bill Shankly, leggendario allenatore del Liverpool, lo acquista per 33.000 sterline, una cifra irrisoria per quello che diventerà un fenomeno. Con i Reds, Keegan vince tre campionati inglesi (1973, 1976, 1977), una Coppa dei Campioni (1977), due Coppe UEFA (1973, 1976), una FA Cup (1974) e due Charity Shield (1974, 1976). Memorabile la finale di Coppa UEFA 1973 contro il Borussia Mönchengladbach, dove segna una doppietta. Nella finale di Coppa dei Campioni 1977, pur non andando in gol, fa impazzire il difensore Berti Vogts, guadagnando il rigore decisivo.

Foto da “Storie di premier”

Il trasferimento epico all’Amburgo

Nel 1977, Keegan lascia il Liverpool per l’Amburgo, una scelta coraggiosa per un inglese dell’epoca. Costato 500.000 sterline, il trasferimento non è privo di intoppi: in un’amichevole contro il Lubecca, perde le staffe e colpisce un avversario, rimediando otto settimane di squalifica. Ma si riscatta alla grande, guidando l’Amburgo alla vittoria della Bundesliga 1978-79 e vincendo due Palloni d’Oro consecutivi (1978 e 1979), unico inglese a riuscirci.

Dedica il primo a suo padre Joe, a Shankly e ai compagni: “Nessuno vince da solo nel calcio.” Tuttavia, la stagione 1979-80 porta una delusione: l’Amburgo raggiunge la finale di Coppa dei Campioni, ma perde 1-0 contro il Nottingham Forest di Brian Clough al Santiago Bernabéu. Keegan, marcato stretto, non riesce a lasciare il segno, e il gol di John Robertson consegna il trofeo agli inglesi, un’amara ironia per il “Re” che aveva lasciato l’Inghilterra per nuove sfide.

Il ritorno in Inghilterra: Southampton e Newcastle

Tornato in Inghilterra nel 1980, Keegan firma per il Southampton, dove vive una stagione straordinaria nel 1981-82. Con 26 gol, diventa capocannoniere della First Division e vince il PFA Players’ Player of the Year, il prestigioso premio dei calciatori inglesi, consolidando il suo status di stella. Celebre un aneddoto di quel periodo: durante una partita contro il Manchester United, segna un gol spettacolare e corre verso la panchina per abbracciare l’allenatore Lawrie McMenemy, un gesto che i tifosi dei Saints ricordano ancora con affetto.

Nel 1982, Keegan compie un’altra scelta sorprendente: firma per il Newcastle United, in Seconda Divisione. Nonostante fosse un fuoriclasse consacrato, accetta la sfida di riportare i Magpies in auge. Con 26 gol in 70 partite, diventa un idolo assoluto, guidando il club alla promozione nella stagione 1983-84. “L’unico rimpianto della mia carriera è che i tifosi del Newcastle non mi abbiano visto al mio apice,” disse nel 1984, nel suo addio emozionante a St James’ Park, con migliaia di tifosi in lacrime.

Aneddoti e curiosità

  • Superstars e il ciclismo sfortunato: nel 1976, Keegan partecipa al programma TV Superstars. Durante una gara di ciclismo, cade rovinosamente, riportando gravi escoriazioni. Imperterrito, insiste per rifare la corsa, arriva secondo e vince l’edizione del programma.
  • Il trattore distrutto: da giovane allo Scunthorpe, Keegan e i compagni organizzano gare con un vecchio trattore del club. Durante il suo turno, il mezzo si rompe, con l’asse che perfora il motore. L’allenatore Ron Ashman lo rimprovera duramente.
  • Il contratto con Shankly: quando firma per il Liverpool, Keegan chiede timidamente un aumento rispetto alle 35 sterline settimanali dello Scunthorpe. Shankly gli concede 45 sterline, ma lo avverte: “Non chiedermi mai più un aumento, gioca per i tifosi.” Keegan non lo farà mai.
  • Nazionale sfortunata: con 63 presenze e 21 gol per l’Inghilterra, Keegan non brilla ai Mondiali. Nel 1982, unico torneo disputato, un infortunio alla schiena lo limita: gioca solo 26 minuti contro la Spagna, senza incidere.

La breve carriera da allenatore

Dopo il ritiro nel 1984 (con una breve parentesi in Australia e Malaysia), Keegan allena Newcastle, Fulham, Manchester City e la nazionale inglese. Celebre la sua intervista del 1996 da tecnico del Newcastle, quando esclama “I would love it if we beat them!” contro il Manchester United, un momento iconico della Premier League. Tuttavia, i successi da allenatore non eguagliano quelli da giocatore.

Un’icona oltre il campo

Keegan era un brand: negli anni ’70 pubblicizzava l’aftershave Brut con Henry Cooper e partecipava a documentari come Brian Moore meets Kevin Keegan. La sua personalità e il suo stile di gioco hanno ispirato generazioni, ma il suo addio al Liverpool nel 1977 resta un tasto dolente per la Kop, che non gli ha mai perdonato del tutto quella scelta.

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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