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giovedì, Luglio 7, 2022

Djokovic ha falsificato il tampone? Rischia una squalifica di 3 anni

Un’inchiesta di Der Spiegel sui tamponi effettuati da Djokovic spiega che le date non tornano. L’Atp è stata chiara: chi manomette un test è fuori.

Se Djokovic ha falsificato il tampone rischia una squalifica di 3 anni: carriera finita

Non ci sono solo il governo australiano e quello serbo che potrebbero procedere contro Novak Djokovic, per aver rotto la quarantena obbligatoria da positivo e per aver dichiarato il falso alla frontiera. Sulla carriera del tennista numero uno al mondo incombe una teorica  squalifica di tre anni se fosse davvero appurato che il campione no-vax ha manomesso i risultati di un test Covid per usarlo per ottenere l’esenzione e giocare così gli Australian Open.

Ovviamente è tutto molto improbabile, per questioni di politica, sponsor, marketing e tutto quello che fa girare il mondo.

Sta di fatto che, come scrive il settimanale tedesco Der Spiegel, sono diversi i sospetti che il certificato rilasciato dalle autorità sanitarie serbe non sia del tutto autentico.

Il tampone è stato eseguito il 16 dicembre alle 13.05 e sette ore dopo è arrivato il risultato di positività per il tennista. Nella versione digitale del certificato, i risultati del test riportano la data del 26 dicembre alle ore 14.21. Il cosiddetto “timestamp”, la data riportata sul certificato, viene prodotto automaticamente dai sistemi che processano i tamponi e li inseriscono nel database.

Altra ipotesi però sollevata da Der Spiegel è che quella data si riferisca al momento in cui il certificato digitale è stato scaricato dal server.

I sospetti però gravano anche sul secondo tampone, quello che ha dato esito negativo. Secondo i documenti presentati dagli avvocati di Djokovic, il tampone negativo risale al pomeriggio del 22 dicembre, come riportato dalla data riportata sul certificato.

Sul Qr code di quel certificato però, che i giornalisti del settimanale tedesco hanno provato a scansionare lunedì 10 gennaio alle 13.19, il tampone è risultato negativo. Ma un’ora dopo, alle 14.33, la sanzione del Qr code ha dato invece esito «positivo».

Foto LiveTennis

Dubbi anche sul numero di serie del tampone. Il sistema serbo assegna un numero identificativo a ogni test effettuato. Nel caso del primo tampone di Djokovic, quello della positività del 16 dicembre, il numero è 7371999. Invece il tampone della negatività del 22 dicembre ha un numero identificativo inferiore a 50mila.

Secondo gli esperti informatici consultati da Der Spiegel, questo dimostrerebbe che il tampone negativo sarebbe stato eseguito prima di quello risultato positivo e quindi inserito nel database.

Questa spiegazione trova conferma nel fatto che tra il 22 il 26 dicembre, in Serbia sono stati eseguiti circa 50 mila tamponi, cioè la differenza tra i numeri identificativi dei due tamponi di Djokovic, visto che poi ad oggi la Serbia ha fatto 7,4 milioni di tamponi.

Dunque per gli esperti iconsultati dal settimanale tedesco: “La spiegazione più plausibile di questa vicenda è che il risultato del tampone positivo è stato aggiunto al database ufficiale serbo il 26 dicembre e non il 16”.

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