Calcio e covid, la farsa della Serie A: ha senso continuare?

Calcio e covid: contagi, rinvii, protocolli non rispettati, conflitti di competenze. La domanda è inevitabile: è il caso di continuare?

Calcio e covid: che fare?

Il bollettino di guerra delle ultime ora  segnala il quinto positivo in casa Inter, il portiere Radu, un paio di positivi nell’Under 21, tra cui il rossonero Gabbia, e il conseguente annullamento della partita contro l’Islanda.

I positivi del Genoa rimangono stabili, infatti pensano di schierare la Primavera contro il Verona, e la vicenda Juventus vs Napoli sta raggiungendo livelli di comicità mai visti prima. Non è vero si è visto anche di peggio ma l’ho scritto perché suonava bene: di comicità se ne vede tantissima. Purtroppo involontaria e spesso grottesca.

La domanda è inevitabile: è il caso di continuare?  Purtroppo la risposta è si.

Purtroppo perché bisogna ragionare scindendosi in tre differenti persone, ognuna con la sua motivazione; da tifosi, da appassionati (o mono-neurali, se preferite), che perdono il lume della ragione vedendo 11 energumeni che corrono dietro a un pallone, pur di vedere la partita, quel momento catartico in cui si racchiudono i pensieri, le aspettative, i pronostici, gli sfottò subiti e fatti, siam disposto anche ad assistere ad uno show monco, a cui manca sempre qualcosa: gli spettatori, qualche atleta, forse gli arbitri (tanto c’è il Var. Ah, no, non c’è più…o si? Non si capisce…)

Calcio e covid, la farsa della Seria A: ha senso continuare? Purtroppo si.

Da comunicatori del mondo del calcio, sappiamo che ci sono vari aspetti di tipo ambientale, sociali e soprattutto economici, che non possono fermarsi. Da semplici cittadini invece, esseri umani, seppur appassionati, la risposta sarebbe no. Troppe cose inaccettabili. Come quest’autoproclamata extraterritorialità del calcio italiano che interpreta a modo tutto suo leggi e regolamenti.

E nemmeno proviamo ad entrare nel calderone dei conflitti d’interessi, la gestione dei media, l’accumulo di potere in pochissime mani. Tutte cose denunciate da anni da pochissimi giornalisti, puntualmente messi all’angolo.

Il calcio italiano è da radere al suolo: governance, media e tifosi. Bisognerebbe azzerare tutto e ripartire da zero. Ma qui si parla di una cosa molto specifica, essenziale per la sopravvivenza, al di fuori di queste problematiche.

E messa ai voti, la maggioranza dice SI, bisogna continuare.

Il calcio italiano è un po’ come Maria d’Antonietta d’Asburgo: mentre fuori infuria la rivoluzione, lei chiede che cosa sia tutto quel baccano. Il popolo ha fame. Le rispondono. E diamo loro brioches.

Calcio e covid, la farsa della Seria A: ha senso continuare? Purtroppo si.

Perchè continuare

Il primo motivo per cui bisogna salvare la stagione calcistica appena iniziata è l’aspetto economico. Al contrario di Calenda, noi non ci abbiamo messo 30 anni per capire che il Liberismo è una grandissima cazzata. Ma bisogna anche fare i conti con la realtà. Il calcio è tra le prime industrie del Paese, paga più di 1 miliardo di tasse e non è solo i diritti televisivi o gli ingaggi milionari dei top player.

Il calcio vuol dire anche lo stipendio per il custode del campo, per i magazzinieri, per chi pulisce le strutture, spogliatoi, camere da letto: un indotto che è calcolato in circa 300 mila persone.

Ma è anche le tv, le redazioni sportive, gli operatori, i montatori, le troupes in trasferta, i gestori del merchandising, le società che regolano le scommesse regolari

Parliamo di stipendi da impiegati, quando va bene, o da operai. Far finta che tutto questo non ci sia, focalizzarsi sull’ingaggio di Cristiano Ronaldo, è non avere il senso della realtà.

In quel caso (lontananza dalla realtà), probabilmente sarete amanti della polemica da bar, dopo aver ingurgitato il decimo spritz, prima di accompagnarvi con una gentil passeggiatrice invitata a salire in auto sulla provinciale, consumare un rapporto fugace( 10 secondi)  a bordo di una Duna rosa, presa in pronta consegna, con l’adesivo sul parabrezza: Aiutiamoli a casa loro.

Calcio e covid, la farsa della Seria A 3

L’altro motivo è il bisogno di conservare almeno un simulacro di normalità. Il Covid esiste e uccide. Ma aspettando che trovino una cura, un vaccino, bisogna vivere, prendendo tutte le precauzioni possibili: indossare la mascherina, rispettare le norme di distanziamento, lavarsi le mani frequentemente. Piccole cose non rivoluzionarie ma necessarie per vivere, cioè lavorare, studiare, ma anche divertirsi.

Per cui ben venga  il calcio e lo sport in generale, da seguire unicamente da casa. Quindi via anche i famosi 1000 presenti allo stadio. (Come li scelgono poi questi famigerati mille? La loro origine è misteriosa come quella dei garibaldini)

Il campionato è falsato? Il campionato non è falsato. O almeno non ancora. O non per questo. Sono successe cose inenarrabili negli ultimi anni -di cui ancora recentemente si è parlato in noti programmi tv- e nessuno ha mai messo in dubbio la regolarità dei campionati.

Che ci sarebbero stati dei problemi in questo torneo, che sarebbe stato anomalo, è una cosa che sapevano tutti. Non possiamo credere che qualcuno pensasse davvero che le squadre potessero concludere la stagione senza riscontrare positività. Neppure Trump, Bolsonaro, o per rimanere a casa nostra iI Generale Pappalardo, credevano una cosa del genere.

Quello che andava fatto era organizzare il torneo tenendo conto del Covid. Detta così sembra che uno sia caduto sulla Terra da chissà dove, eppure a volte i vertici del calcio danno quest’impressione.

Per esempio, una cosa che poteva essere tranquillamente evitata sono le partite delle Nazionali. E qui lanciamo un messaggio ai vertici del calcio nazionale ed internazionale che ci leggono sempre con molta attenzione. Il messaggio è questo: delle Nazionali non frega niente a nessuno!

Calcio e covid, la farsa della Seria A 6

La Nation League è considerata all’unanimità dai tifosi di tutta Italia, una cagata pazzesca, altro che Corazzata Potemkin! per dirle come il mitico ragionier Fantozzi. Nessun tifoso vero (non quelli occasionali), può interessarsi a Italia vs Moldavia (che era pure un’amichevole!) Nessun tifoso conosce la classifica della Nation League. Men che meno il girone della Nation League! Molti continuano a pensare comunque che siano amichevoli.

Altri non conoscono nemmeno le nazionali. I più acculturati le confondono con le nazioni del Risiko. Cercavano la Moldavia vicino al Kamchatka. Per questo se venissero eliminate, per un certo periodo, le amichevoli delle Nazionali, il danno massimo sarà l’ira del Mancini di turno, ma in compenso in federazione raggiungerebbero livelli di popolarità mai visti. Pure Dal Pino, a cui auguriamo una pronta guarigione, e di trovarsi un altro lavoro, diventerebbe popolare per mezza giornata.

L’idea dell’Europeo itinerante che pensano – illusi! – di giocare la prossima estate è qualcosa di incommentabile. Ed è la prova che vivono in una bolla, loro si, ostaggio degli interessi economici che non riescono neppure a garantire autosabotandosi continuamente. Una delle aziende più produttive d’Italia gestita come la Corrida di Corrado.

Il caso Juventus vs Napoli è paradigmatico di tutto ciò. Ad oggi non è stata presa nessuna decisione dal Giudice Sportivo. La decisione, secondo le regole della Lega, sarebbe scontata: vittoria della Juventus ed 1 punto di penalità al Napoli. Si vede che non è così scontata perché si sono presi tempo per capire.

Calcio e covid, la farsa della Seria A: ha senso continuare? Purtroppo si.

Di solito situazioni come questa, il prendere tempo, è l’anticamera della solita soluzione all’italiana: si gioca la partita in un’altra data e si da un punto di penalizzazione al Napoli. Ma la Lega, nonostante la voglia di proclamarsi Repubblica indipendente, è soggetta agli interventi della politica in momenti di conclamata emergenza pubblica.

E dunque è nato un conflitto di competenze in cui ognuno reclama il suo ma delega agli altri la patata bollente: la fotografia di una classe dirigente che non è in grado neppure di far rispettare le regole che si sono dati.

Il vero pericolo per la Serie A non è Covid ma chi dovrebbe arginarlo.

Un vaccino per il Covid lo troveranno, per questa classe dirigente temiamo di no.

 

 

 

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Enrico Zerbo

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Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.
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