L’Interista esistenzialista soffre anche se è un’amichevole d’agosto: Inter-Villarreal 2-4

Seconda sconfitta in questa pre-season per i nerazzurri, che subiscono addirittura quattro reti a Pescara dagli spagnoli, apparsi decisamente più rodati e più compatti rispetto aila squadra di Inzaghi: Inter-Villarreal 2-4

Calcio d’agosto e patemi, Inter-Villarreal 2-4

Ultima amichevole precampionato per l’Inter, dopo questa si fa sul serio. Ma sul serio si è fatto anche sul campo, il Villarreal come tutte le squadre latine non è troppo incline allo scherzo e il concetto di amichevole non le è per nulla familiare.

Siamo ad una settimana dall’inizio del campionato e non ci sono più scuse: le condizioni psicofisiche delle due squadre saranno di certo perfettibili ma comunque vicine all’ottimale: sarà partita vera, dagli esiti attendibili. Il Villa è squadra tosta e scafata, sa stare in campo, ha le idee chiare e uno stile di gioco fatto per far incazzare gli avversari.

Quelli dell’Inter lo sanno e non prestano certo il fianco: il risultato è che la partita è bloccata, con i “sottomarini” a far girare a vuoto il centrocampo nerazzurro orfano di Brozovic. I ritmi bassi non sono certo il massimo per chi ha pagato il biglietto.

A questi tapini tocca per almeno quindici minuti dopo l’inizio della partita, sorbirsi una pletora di passaggi loffi in orizzontale e spesso all’indietro verso i rispettivi portieri.

Ecco, se c’è una cosa di cui farei volentieri a meno di vedere è proprio l’appoggio sul portiere. Ora capisco che l’immagine ferma di Handanovic che, palla tra i piedi, scruta l’orizzonte manco fosse il redivivo Drogo che da una casamatta della fortezza Bastiani aspetta l’invasione dei Tartari sia poetica il giusto, ma nelle pratica che utilità ha? Ne capirò poco di calcio, ma a me sembra una inutile perdita di tempo: a meno che l’avversario per incanto o sfinimento decida di mollare le marcature e lasciarti segnare. Boh, la speranza è gratis.

Per inciso, chi ieri abbia assistito ad una qualsiasi partita del campionato inglese appena iniziato avrà considerato che di passaggi al portiere lì, neanche l’ombra, perchè lì se lo fai ti fischiano fino all’assordimento.

Ma tornando alle cose del campo, l’andamento della partita dell’Inter ha confermato problemi già noti. Ad avversari schierati e ben abbottonati la coppia LautaroLukaku ha sofferto terribilmente. Soprattutto il belga fatica a trovare spazi e movimenti quando, trovandosi di fronte compagini “rinunciatarie”, gli tocca schiacciarsi a ridosso delle difese.

In queste particolari condizioni infatti gli viene a mancare il suo habitat naturale fatto da grandi spazi e metri da bruciare in progressione: di conseguenza le sue prestazioni diventano deficitarie.

Non è infatti un caso che tocchi un solo pallone in tutto il primo tempo: caso ha voluto che quell’unico tocco si trasformasse in gol, ma non è che può andare sempre bene. Da rivedere anche la prestazione di Asslani, che è bravo e con molte potenzialità ma lontano dal saper interpretare al meglio il ruolo del padrone di centrocampo come fa Brozovic.

Non è il passaggio errato sul primo gol del Villa ad inficiare la sua prestazione ma semmai la sua conseguenza: perso il possesso di palla egli corre sulla sinistra nel tentativo di chiudere su Alex Baena lasciando così una voragine al centro, dove Coquelin non trova opposizione alla sua conclusione a rete. Errori di gioventù e di foga da imparare a gestire che a questo punto della sua formazione ci possono stare.

Ma, va detto, il ragazzo ha fatto anche cose buone, con aperture e cambi di gioco da veterano. Ancora, può migliorare nel gioco di interdizione e nell’individuare le zone di campo utili da battere, poiché spesso si è – involontariamente – nascosto. Nel complesso meno luci, più ombre: queste ultime si possono individuare, tra gli altri, in Dumfries che è stato maltrattato da Pedraza: qualche dubbio su come l’olandese possa arginare ali sinistre dotate di tecnica oltre che di corsa, rimane.

A seguire, il solito problemino di sinistra: Gosens ha fatto senz’altro meglio che nelle altre amichevoli fin qui disputate (e non ci voleva poi molto) e ha pure confezionato, per il gol dell’1-1, un bel traversone per la testona di Lukaku. Ma il Gosens arrembante visto nell’Atalanta è lontano anni luce.

Infine la tendenza che la squadra ha – al momento – di prendere gol con una certa facilità: forse perchè i più “grossi” del pacchetto difensivo ci mettono di più ad entrare in forma, forse per una attenzione che nelle amichevoli tende a latitare, fatto sta che in cinque amichevoli l’Inter ha preso dieci gol. Rimediare è d’uopo, i gol presi da qui in avanti peseranno parecchio.

Pure nel rischio di beccarmi il titolo di vedova inconsolabile, ritengo che la perdita di Perisic possa influire in maniera decisiva soprattutto dal punto di vista della personalità della squadra che riconosceva nel croato il suo vero condottiero in campo.

Difficile dire se Lukaku, pur con la sua ingombrante personalità saprà mettersi sulle spalle la squadra come fece il croato: durante la sua precedente esperienza interista a volte lo ha fatto, altre volte invece ha mostrato una certa vulnerabilità, soprattutto quando di fronte c’erano avversari di qualità.

Una certa frenesia ha governato il pacchetto di centrocampo, più impegnato a litigare con gli avversari che a far girare palla. Barella ha comunque portato a casa una buona prestazione per intensità piuttosto che per lucidità.

Chalanoglu invece ha corso a vuoto non riuscendo mai a trovare una zona di campo valida per rendersi utile alla causa: molto meglio ha di lui ha fatto il subentrato Mkitharian. Una pacca di solidarietà a Dzeko: ogni volta che gli tocca entrare in campo, gli tocca dividere gli oneri dell’attacco con Correa, quasi sempre alle prese con il suo sempiterno scazzo. Ergo al serbo gli tocca giocare praticamente da solo e a far quel che può, da professionista esemplare quale è. En passant, finisce in disfatta, 2-4.

Di contorno: il campo di gioco di Pescara era qualcosa di inaccettabile pure per una semplice amichevole: quel manto (manto?) color leopardo con l’itterizia è un vero colpo al cuore per chiunque ami il calcio nella sua essenza.

Così come gli spalti lontani anni luce da giocatori che sembrano quelli del Subbuteo perchè da sempre in Italia ci vergogniamo di fare stadi pensati solo per il calcio. Così ci mettiamo degli anelli per l’atletica che non saranno usati quasi mai ma che in compenso avviliscono permanentemente il godimento degli eventi calcistici.

Ieri si è giocata la prima giornata del campionato inglese: a parte la tecnica e la corsa delle squadre inglesi che sembrano giocare un altro sport rispetto al nostro, con passaggi in verticale, ritmo forsennato per tutto l’incontro e squadre che giocano sempre a viso aperto, il colpo d’occhio di stadi realizzati a misura di tifoso con gradinate a ridosso di campi da gioco fatti con prati lisci e uniformi come panni di biliardo, è cosa impagabile. E poi dicono perchè il calcio inglese è il più seguito al mondo…

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Filippo De Fazio
Filippo De Fazio
Meridionale ma anche settentrionale. Sono lettore incallito e compulsivo, grafomane della vecchia scuola, ex calciatore dagli esiti disastrosi.

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