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mercoledì, Agosto 10, 2022

Calcio sotto l’ombrellone, Inter-Lugano 4-1: uno sguardo ai nuovi arrivati

Prima uscita per i nerazzurri nel test contro i ticinesi: Inter-Lugano 4-1. Riprende l’intesa tra Lukaku e Lautaro (doppietta), in campo insieme dal primo minuto. A segno anche D’Ambrosio e Correa. Da rivedere la retroguardia con l’incertezza tra Onana e i difensori che ha portato al gol degli svizzeri.

Inter-Lugano 4-1: uno sguardo ai nuovi arrivati

È il calcio estivo e vale il niente che vale, come certi innamoramenti che nascono sotto l’ombrellone che sembrano chissà che e invece… L’Inter fa la sua prima uscita ufficiale contro l’avversario di rito, il Lugano.

Subito le premesse abituali (sempre uguali negli anni): gli avversari sono più avanti, il loro campionato inizia prima del nostro, i giocatori hanno i muscoli imballati, la squadra non è al completo, l’amalgama è di là da venire.

Esaurite le scuse di turno e andando alla ciccia, la squadra ha confermato modo di stare in campo e di intendere il canovaccio di gioco con il solito 3-5-2 tanto amato da Inzaghi. quindi nessuna novità. Ha vinto in scioltezza e con largo divario per quattro a uno. Vediamo come si sono comportati i nuovi arrivati.

Lukaku Romelu: Così così. E’ sembrato a suo agio, ha ripreso il discorso con Lautaro con il quale si è inteso a meraviglia e sarebbe stato strano il contrario. Semmai, è sembrato un po’ appesantito, ma magari è solo una sensazione. E comunque è un problema risolvibile da qui all’inizio del campionato. Rimane il dubbio sull’impiego tattico: l’Inter di Conte giocava per lui, quella di Inzaghi come assorbirà l’arrivo del gigante? Non era certo il Lugano a poter dare certe risposte, si vedrà.

Bellanova Raoul: Bene. Ha corsa (tanta) e tecnica (migliorabile), l’entusiasmo è quello giusto. Da quella parte il padrone di casa dovrebbe essere Dumfries ma quando l’olandese avrà bisogno di respirare, Raul sarà una buona alternativa.

 

Mkitharian Henrikh: Bene. ingaggia una prova conservativa, venendo da una noia muscolare risalente alla scorsa stagione. Ma si intuisce quello che già ci sapeva: è uno che sa stare in campo, fa sempre il passaggio giusto, sa fa pervenire con precisione la palla anche a compagni più lontani. Ha la tecnica per giocare in qualsiasi ruolo di centrocampo. Difficile pensarlo titolare tra Broz e Barella, ma è facile prevedere che spesso potrà rilevare Chalanoglu, il quale quasi mai regge i ritmi delle partite oltre il settantesimo.

Gosens Robin: Male. L’ho inserito tra i nuovi perché con la partenza di Perisic è praticamente all’anno zero della sua esperienza interista. Non ha mai saltato l’uomo, non ha passato una sola palla in verticale, si è fatto vedere poco, non ha quasi mai partecipato all’azione. Va detto: chiunque giocasse su quella fascia dopo che è stata arata per anni dal sommo croato, non può che languire.

Però una ragione bisogna farsela, sono giocatori diversi: Perisic puntava l’uomo (sfiancandolo) e cercava il cross con continuità, aveva un gran tiro da fuori e anche nel gioco aereo era soverchiante. Se ci si aspetta che le stesse cose le faccia Gosens andiamo ramenghi. Il tedesco gioca più di squadra, detta la triangolazione, cerca il gol con gli inserimenti da terzo d’attacco. Va bè dai, sto indorando la pillola: dovremo farcelo bastare.

Asllani Kristjan: Molto bene: i cronisti bravi dicono “ha le stimmate del predestinato”. Qui magari si esagera, ma che giochi come un veterano è sotto gli occhi di tutti. Certo, il Lugano è squadra da Conference League, e saranno ben altre prove a dar conforto alle sensazione che Kristjan ci ha restituito stasera. Ma le premesse sono positivissime: si vede tecnica e soprattutto tanto tanto fosforo.

Dove può migliorare? In ogni aspetto del suo mestiere, data l’età precoce. Ma, nella fattispecie, il ragazzino si consumi gli occhi a guardare i filmati delle partite di Broz per capire meglio come rubarglielo, il mestiere. Intanto allargare a dismisura il raggio d’azione, non negarsi nessuna zolla, aiuterà parecchio. E poi osare, i passaggi più utili sono quelli in avanti.

Onana Andrè. Rivedibile. Impossibile da giudicare, ha fatto la partita da spettatore. Si è fatto vedere solo in due eventi, tra loro contraddittori: il perfetto lancio su Gosens che ha creato le premesse per il quarto gol, fa intendere una capacità di calcio non indifferente.

A far da contraltare, l’indecisione sul gol del Lugano, un pallone a campanile vagante nell’area piccola su cui il portiere Camerunense è sembrato impacciato e in ritardo. Ma il ragazzo non gioca una partita vera da tempo immemore e un po’ di ruggine può esserci. A occhio, Handa anche per quest’anno può dormire tranquillo.

Agoumè: Irrisolto. Non è un nuovo acquisto ma rientra dall’esperienza al Brest e il mister lo mette titolare. Vorrebbe studiare da incontrista e ne ha il ritmo compassato e il passaggio in sicurezza. Purtroppo è leggerino e non recupera una palla che sia una. Anche nei contrasti vola via troppo facilmente. Un altro giro in prestito è d’uopo, buona fortuna.

Appuntamento al sedici Luglio per Inter-Monaco.

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Filippo De Fazio
Filippo De Fazio
Meridionale ma anche settentrionale. Sono lettore incallito e compulsivo, grafomane della vecchia scuola, ex calciatore dagli esiti disastrosi.

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