La sovranità alimentare non è sovranismo

Il governo è di destra ma evidentemente all’opposizione ci sono degli asini che scambiano il sovranismo con la sovranità alimentare.

Cos’è la sovranità alimentare

Se un giornalista, un esponente politico, un parlamentare, un opinionista magari anche accademico, non sa cosa significa la sovranità alimentare merita solo pernacchie.

Se è di area di centrosinistra vuol dire che è totalmente estraneo ai movimenti realmente di sinistra dell’ultimo trentennio (d’altronde non starebbe altrimenti dalle parti del PD). Considerato che un terzo del bilancio totale dell’UE è destinato alla PAC (politica agricola comunitaria) questa ignoranza denota che la subalternità alla governance europea è pari all’ignoranza.

La sovranità alimentare è una locuzione che fu lanciata a livello internazionale da Via Campesina, rete internazionale di movimenti contadini nata per iniziativa del movimento dei contadini sem terra del Brasile.

Da allora si è diffusa in tutto il mondo attraverso i movimenti altermondialisti e i Forum Sociali. In Italia fu proposta immediatamente da Crocevia come ricorda Antonio Onorati in questa intervista e in generale fu assunta da tutte le realtà che si occupano di agricoltura con un approccio diverso da quello delle multinazionali, dell’agribusiness e di un modello socialmente e ecologicamente insostenibile.

Divenne subito parte del vocabolario dei movimenti contro la globalizzazione neoliberista.
Pensavo che dopo il successo di Carlo Petrini e Slow Food fosse ormai nota ai più ma evidentemente non è così.

Ormai la sovranità alimentare è così mainstream che persino Macron ha ridenominato il ministero, ma i macroniani italiani lo ignorano.

Insomma non è roba solo per veterani dell’altra agricoltura come l’amico e compagno Gianni Fabbris. Eppure leggo commenti di giornalisti che commentano ironici.

Cosa intendano per sovranità alimentare Meloni e Lollobrigida non lo so ma lo vedremo presto. Manterranno gli impegni assunti all’opposizione contro i trattati di libero commercio?

Certo il fatto che i (post)fascisti ci rubino le nostre parole per detournarle non è una novità (risale almeno agli anni ’20). Si veda l’uso reazionario che hanno fatto dell’espressione “pensiero unico”.

Però almeno dimostrano di capire (al contrario del centrosinistro) che la sinistra antiliberista e anticapitalista e i movimenti popolari colgono questioni di grande rilevanza. E forse sono meno fessi di quanto pensi il milieu di giornalisti e editorialisti che simpatizza per Letta, Calenda e +Europa.

Approfitto per segnalare che il leader del Movimento dei contadini Sem Terra del Brasile Joao Pedro Stedile che è uno dei principali riferimenti sul tema a livello internazionale sarà domani a #Bologna al corteo della convergenza dei movimenti contro il “passante di mezzo” e domenica sarà nostro ospite a Roma.

Stedile sostiene Lula e ci racconterà come sta andando la campagna e che disastri ha combinato Bolsonaro, il camerata di Meloni e Salvini.

In rete trovate una montagna di interventi di Stedile sulla sovranità alimentare (dopotutto è lui uno di quelli che ha elaborato il concetto).

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli