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A Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, da tre giorni oltre 100.000 persone vengono incessantemente bombardate da artiglieria, aerei e carri armati.
Israele ha completamente tagliato le comunicazioni con Jabalia. Pessimo segno
L’assalto israeliano a Jabalia, il campo profughi nel nord della Striscia, è un nuovo capitolo dell’escalation genocida. Da tre giorni oltre 100.000 persone vengono incessantemente bombardate da artiglieria, aerei e carri armati: le persone sono terrorizzate ma non hanno alcun posto dove andare, perchè intorno a loro pressochè tutto è stato distrutto.
Hossam Shabat, uno degli ultimi giornalisti rimasti in vita nel nord di Gaza, riassume così la situazione:
“Pensavamo che i primi giorni fossero stati i peggiori, poi abbiamo pensato che la fame fosse la cosa peggiore, ma questo bombardamento non assomiglia a niente che abbiamo visto. Solo oggi il campo profughi di Jabalia è stato bombardato almeno 100 volte. Non abbiamo idea del numero di persone uccise nel nord di Gaza negli ultimi giorni poiché i medici non sono in grado di muoversi a causa dei pesanti bombardamenti. Molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, in attesa dei soccorsi, ma nessuno riesce a muoversi sotto la pioggia di bombe.”
L’esercito di occupazione sta ovviamente facendo del suo peggio: questa mattina ha costretto centinaia di famiglie sfollate a evacuare sei scuole dell’UNRWA trasformate in rifugi per sfollati nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza.
Secondo Shabat, “Le forze di occupazione israeliane hanno preso d’assalto i rifugi nel campo profughi di Jabalia che attualmente ospitano migliaia di residenti sfollati. Hanno costretto i residenti ad andarsene senza i loro averi in mezzo a pesanti bombardamenti e colpi di arma da fuoco. Sono entrati nella scuola demolendo i muri e facendo irruzione con la forza.”
Inoltre, Al Jazeera Arabic afferma che le forze israeliane stanno sparando sulle ambulanze che cercano di raggiungere i feriti mentre gli attacchi aerei israeliani colpiscono le affollate aree residenziali all’interno del campo profughi.
Però, vi diranno i fans del genocidio, non c’è assolutamente nulla di cui preoccuparsi perchè il magnanimo stato di Israele ha lanciato a Jabalia un volantino umanitario.
La macchia rossa è Jabalia con le sue oltre 100.000 anime, la freccia rossa indica di andare giù di là, dove ovviamente non c’è assolutamente nulla. Cosa volete di più? La superiorità dell’Occidente è salva!
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