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domenica 23 Gennaio 2022
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Grave ingerenza del Vaticano sul Ddl Zan. Ma perché non aboliamo il Concordato?

Il Vaticano sul Ddl Zan impugna il Concordato per fermare la legge: “Violazione dell’accordo, attenta alla libertà di pensiero dei cattolici”.

La grave ingerenza del Vaticano sul Ddl Zan

Il Vaticano attraverso i canali diplomatici della Segreteria di Stato è intervenuto per chiedere al governo italiano di modificare il disegno di legge contro l’omotransfobia, attualmente all’esame della Commissione giustizia del Senato dopo una prima approvazione alla Camera.

A quanto si apprende, lo scorso 17 giugno monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati, il ministro degli Esteri del Papa, ha consegnato all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede una nota verbale di protesta.

Secondo il Vaticano “alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato riducono la libertà garantita alla Chiesa cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato”.

Per la Santa Sede il ddl Zan metterebbe dunque in discussione la libertà di organizzazione, in particolare all’articolo 7 che non esenta le scuole private dall’organizzare attività in occasione della costituenda Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia. Ma non solo. Il disegno di legge,  attenterebbe alla libertà di pensiero dei cattolici e potrebbe arrivare persino a comportare rischi di natura giudiziaria.

Grave ingerenza del Vaticano sul Ddl Zan. Ma perché non aboliamo il Concordato?

Il ddl Zan ha una qualità in più: ricordarci che c’è un concordato da abolire.

Il Vaticano con la nota del cardinale Gallagher contro il Ddl Zan ci ricorda che andrebbe finalmente abolito il Concordato.

L’unico articolo della Costituzione che pare sia intoccabile è proprio quello più obsoleto e figlio di un contesto storico superato.

I neoliberisti hanno manomesso molte parti della Costituzione ma non essendo liberali si sono sempre guardati dal toccare l’articolo 7 che andrebbe abrogato non solo per ragioni di risparmio (costa 6,5 miliardi l’anno) ma perché “quel cappello dell’articolo 7 impedisce all’Italia di essere un Paese laico”.

Sono parole di Lidia Menapace che spiegava: “Dei Concordati non c’è più bisogno dopo il Concilio Vaticano II, sono un relitto del passato. (…) il Concordato è davvero una pecca in una Costituzione peraltro assai bella”.

Il parlamento della Repubblica difenda i principi di laicità dello stato e approvi il ddl Zan. Se si dava retta al Vaticano non ci sarebbero neanche il divorzio e l’aborto.

Le scuole cattoliche non vogliono insegnare che le persone non vanno discriminate? Rinuncino al finanziamento pubblico.

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Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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