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giovedì 12 Maggio 2022
PolisMondoE alla fine gli Usa chiedono aiuto al Venezuela per il petrolio....

E alla fine gli Usa chiedono aiuto al Venezuela per il petrolio….

Il New York Times ed il Wall Street Journal hanno informato negli ultimi giorni che funzionari statunitensi si sono incontrati a Caracas con i rappresentanti del governo venezuelano per discutere delle esportazioni di petrolio verso gli Stati Uniti per sostituire la Russia.

Gli Usa chiedono aiuto al Venezuela per il petrolio

Dopo aver sostenuto da 3 anni che l’autoproclamato Juan Guaidó era il presidente del Venezuela, nel momento del bisogno dovuto alla crisi Ucraina, il Governo degli Stati Uniti si rivolge al socialista Nicolás Maduro, riconoscendolo di fatto come il legittimo presidente.

In un rapporto pubblicato ieri, il quotidiano statunitense The Wall Street Journal ha osservato che, durante un incontro, le missioni diplomatiche degli Stati Uniti e del Venezuela hanno discusso delle esportazioni di petrolio e della possibile revoca dell’attuale divieto alle raffinerie statunitensi di importare petrolio dal Paese latinoamericano, divieto deciso dall’amministrazione Trump.

In precedenza, alcune fonti statunitensi hanno riferito che la Casa Bianca stava valutando sanzioni sulle esportazioni russe di petrolio e gas ed è bastata la notizia per far schizzare in alto il prezzo alla pompa dove è stato superato il costo di 4 dollari al gallone, prezzo che non si vedeva dal 2008, a San Diego ha superato i 5 dollari.

Citando fonti statunitensi informate, il Wall Street Journal ha affermato che la base delle proposte avanzate dal governo degli Stati Uniti durante l’incontro con i funzionari del presidente venezuelano Nicolás Maduro sarebbe quella di far entrare di nuovo il petrolio venezuelano sui mercati internazionali.

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La delegazione USA è a Caracas da sabato, tuttavia non è chiaro se i colloqui stiano proseguendo o siano conclusi. Nessun funzionario del governo venezuelano ha ancora commentato ufficialmente la questione.

La strategia di Washington è duplice, da un lato trovare un nuovo fornitore di petrolio per evitare il caos ai distributori e l’aumento dell’inflazione, dall’altro cercare di isolare la Russia dal suo più importante alleato in Sud America.

Il Venezuela era fornitore principale di greggio per gli USA, fino a quando le sanzioni unilaterali del Paese nordamericano hanno colpito il settore petrolifero della nazione bolivariana generando una perdita del 99% delle entrate in valuta per quel paese, strangolandone l’economia e danneggiando la popolazione civile, come ha sempre ricordato il presidente Maduro.

La visita della delegazione statunitense a Caracas arriva durante un periodo in cui il governo degli Stati Uniti non ha risparmiato sforzi e risorse economiche per rovesciare il governo legittimo di Maduro, imponendo dure sanzioni, appropriandosi di beni mobili (conti correnti statali) ed immobili (raffinerie, CITGO, Monomeros) all’estero dello Stato venezuelano, ha sospeso il Venezuela dalla piattaforma di pagamento Swift, ha sequestrato (attraverso il governo inglese) 31 tonnellate d’oro depositate a Londra dal Venezuela a garanzia dei prestiti internazionali, ha permesso che si violasse ed occupasse l’Ambasciata venezuelana a Washington oltre che aiutato economicamente l’opposizione venezuelana sia in patria che all’estero.

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