“La narrazione bellicista continua ad idolatrare nuove armi, ‘quelle della riscossa’, come gli HIMARS, mantenendo in un angolo la diplomazia, pompando l’epica del conflitto.” Il nuovo thread social di Nico Piro*, il pioniere italiano del giornalismo mobile.
La propaganda sugli HIMARS
La narrazione bellicista punta a convincere che le armi occidentali possano portare ad una vittoria sul campo dell’Ucraina. Prima era il javellin (trasformato in santa e in giocattolo) ora gli HIMARS ma non sono abbastanza: ce ne vogliono di più!

E quando ne arriveranno altri si dirà che non vanno bene perchè limitati ad 80km (in realtà lo si sta già dicendo) “Ci vogliono quelli a pieno raggio!” Lo abbiamo già visto in Afghanistan: non abbiamo abbastanza truppe dicevano i generali mentre gli alleati chiedevano le dotazioni giuste.
Per esempio, gli italiani volevamo i droni e quando li hanno avuti, si lamentavano che non fossero armati. Lo sforzo americano e britannico per portare gli M142 e M270 in Ucraina è enorme, immaginatevi dei “pod” (caricatori) da 2,5 tonnellate per ogni batteria che possono garantire solo un round di fuoco: per alimentare una giornata ce ne vogliono una ventina ma su un cargo aereo se ne trasportano solo una cinquantina. E poi vanno portati via terra attraverso il confine e sul fronte, senza essere intercettati. Logistica da record.
Eppure ricominciano le critiche verso gli occidentali che non fanno abbastanza. Usa e Uk non vogliono fornire gli MGM-140 ATACMS cioè razzi con gittata a 310km perchè potrebbero essere usati per colpire territorio russo scatenando un’escalation globale.
Gli ucraini lamentano che i russi hanno spostato i loro depositi di munizioni fuori dal raggio degli M142 quindi al sicuro dopo i bombardamenti iniziali quindi chiedono razzi a più lunga gittata (intanto hanno avuto proiettili a guida gps per gli obici M777).
Il timore è che tali razzi possano essere usati in primis per colpire il ponte sul Kerch e quindi la Crimea. Timori fondati. Ora se a Kherson gli HIMARS sono stati fondamentali per chiudere le truppe russe nell’unico grande centro urbano che controllano (strategica testa di ponte su dnieper) l’offensiva Ucraina è ancora lontana dalla conquista della città.

Quello che sto provando a dire è che la narrazione bellicista (in Italia marginalizzata, per ora, dal caldo e dalla campagna elettorale) punta ad illudere l’opinione pubblica che esista una soluzione militare a questo conflitto avviato dalla Russia.
Non è così, nelle scorse settimane avevo previsto questo ciclo: i russi avanzano (vedi presa di Sievierodonetsk) intanto arrivano altre armi occidentali e ci saranno dei vantaggi ucraini (appunto Kherson ma non nel Donbass). È somma zero, stallo.
Gli ucraini chiedono jet F15, altri droni, mezzi blindati trasporto truppe, soprattutto in vista dell’inverno (vedi quelli comprati da Poroshenko in Italia).
La narrazione bellicista continuerà ad idolatrare nuove armi, “quelle della riscossa”, mantenendo in un angolo la diplomazia, sminuendo il valore della pace, pompando l’epica del conflitto. Intanto i civili continueranno a morire, sarà sempre più difficile fare accordi in una spirale sempre + pericolosa e sanguinosa. A quel punto di fronte a quale arma santificata andremo a pregare?
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