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mercoledì 13 Ottobre 2021
PolisStati generali, Di Battista contro tutti: siete genuflessi ai padroni

Stati generali, Di Battista contro tutti: siete genuflessi ai padroni

All’assemblea degli Stati generali l’ex parlamentare pentastellato Alessandro Di Battista ha attaccato i vertici del M5s e lanciato la sua accusa : siano pubblici i voti dei delegati.

Stati generali, Di Battista contro tutti

Iniziano gli stati generali del Movimento Cinque Stelle e Alessandro Di Battista, la punta di lancia del Casaleggio furente e assente, parte a testa bassa contro la corrente governista del movimento. Lo fa rivendica il suo attaccamento ai valori di M5s e lanciando un durissimo j’accuse contro chi lo ha attaccato e che, parole sue,  è genuflesso verso i padroni.

Dal Movimento si è minimizzato. Il Capo politico, Vito Crimi ha fatto sapere della virata verso una guida collegiale che rappresenterà tutte le anime del movimento. In apertura di assemblea ha così dichiarato:

Ci siamo assunti la responsabilità per evitare di far finire il paese nel baratro. Siamo la prima forza politica capace di interrogarsi partendo dal basso, per capire come riorganizzarsi ed essere in grado di affrontare “le nuove sfide che il paese ci ha messo davanti.

Di Maio: Spero nel ritorno all’unità

Luigi Di Maio, intervenendo ieri alla trasmissione L’aria di Domenica su La 7. ha così commentato gli Stati generali:

Sono un appuntamento importante per noi; capita nel mezzo della seconda ondata della pandemia purtroppo e quindi parteciperò solo virtualmente infatti. Può essere un dibattito noioso ma è importante ristrutturare il movimento. Ci sono cose che dopo 10 anni richiedono una messa a punto. Dieci anni fa non avevamo neanche un parlamentare mentre oggi siamo al Governo.

Stati generali, Di Battista contro tutti siete genuflessi ai padroni
Davide Casaleggio, il grande assente

La dura nota di Di Battista

Con una lunga nota su Facebook, Alessandro Di Battista, commentando gli Stati generali, ha attaccato i vertici del movimento 5 stelle:

Oggi mi viene chiesto a gran voce di entrare in un organo collegiale che non è stato ancora votato dagli iscritti. Perché? Perché forse le nostre idee non sono così minoritarie come qualcuno vorrebbe far credere. E allora si pubblichino i voti che ciascuno dei 30 delegati nazionali ha ottenuto. Perché è giusto conoscere il peso specifico delle idee di coloro che sono stati scelti e per smetterla una volta per tutte di definire ‘dissidenti’ coloro che, su molti aspetti, hanno il solo torto di non aver cambiato opinione. 

Da quando sono uscito – per mia scelta – dal Parlamento hanno, costantemente, provato a denigrarmi. Mi hanno diffamato, hanno screditato il mio lavoro abituati evidentemente a ex-parlamentari che si fanno piazzare nelle partecipate di Stato. Hanno provato a irridere le posizioni politiche che io e migliaia di altre persone abbiamo preso e l’hanno fatto coloro che l’unica posizione che conoscono è la genuflessione davanti ai loro padroni. Non ho fatto altro che fare proposte e denunce, ho parlato solo di temi, di identità. Ho fatto auto-critica, ho espresso le mie idee e ho lavorato, da attivista, a progetti che ritengo siano utili per affrontare il dramma occupazionale del post-covid.

Io nostalgico di Salvini?

Negli ultimi mesi per le mie posizioni – evidentemente dissimili da quelle assunte da parte del ‘gruppo dirigente’ – sono stato definito eretico, dissidente. Hanno scritto che le mie idee erano minoritarie, che mi trovavo all’angolo, non considerato. Leggo di fantomatici piani per isolarmi (tra l’altro mai smentiti) perché rappresenterei una minaccia. Ho solo chiesto il rispetto assoluto per quel 33% conquistato con l’impegno ed il sudore di migliaia di attivisti (anche del mio che feci campagna elettorale da non candidato) e un atteggiamento intransigente nei confronti dei soliti boiardi di Stato che sembrano intoccabili. Risultato? E’ stato detto, scritto e lasciato trapelare che fossi contro Conte, nostalgico di Salvini (proprio io che lo attaccavo – quasi in solitudine – quando era potente e prima che si dimostrasse un politico dozzinale qual è) e che volessi minare il governo. Tutto questo solo perché cercavo di rafforzare il Movimento difendendo i successi e ammettendo gli errori.

Il saluto del premier Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è intervenuto agli Stati generali del Movimento 5 stelle, senza entrare, ovviamente nelle dinamiche interne del delicato momento della compagine-

Siete una comunità di uomini e donne nata 11 anni fa , che si è costantemente confrontata, messa in gioco assunta grande responsabilità. Siete una comunità tosta. Avete affrontato anche scelte laceranti ma non avete mai mollato. La vostra sfida è preservare questa carica innovativa, conservare questo spirito costruttivo. Nella sfida al Covid la presenza del M5s offre un contributo importante anche per una più efficace protezione sociale. 

 

 


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