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mercoledì 18 Maggio 2022
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L’impatto delle sanzioni alla Russia su Cuba

Le sanzioni alla Russia rappresentano per il governo Usa un’occasione per colpire anche le nazioni più vicine a Mosca dal punto di vista commerciale, come Cuba.

Cuba e le sanzioni alla Russia

Le sanzioni economiche contro la Federazione Russa stanno avendo un impatto indiretto pesante sull’isola di Cuba, già duramente colpita dalla crisi economica scatenata dalla pandemia.

A risentirne maggiormente è soprattutto il settore del turismo. Secondo gli analisti, infatti, la chiusura dello spazio aereo europeo agli aerei russi ha portato alla cancellazione di circa 30.000 voli turistici, con un danno economico inestimabile.

In particolare, pesano le cancellazioni dei voli delle compagnie russe Aeroflot e Azur Air, la quale sta garantendo solo i viaggi di rimpatrio. La crisi Ucraina va ad interrompere il flusso di turisti Russia-Cuba che nel corso degli ultimi due anni è aumentato di quasi il 200%: dai 74.019 viaggiatori del 2020 si è passati ai 146.151 del 2021.

Il settore è quindi alle prese con un nuovo shock dopo quello provocato dalla pandemia. L’anno scorso l’isola ha registrato 573.000 turisti, l’87% in meno rispetto ai 4.200.000 del 2019. Negli ultimi mesi la situazione era in netto miglioramento, grazie soprattutto alla riapertura dei confini e ad un andamento epidemiologico più rassicurante.

Per il 2022 il Ministero dell’Economia e della Pianificazione ha stimato l’arrivo di circa 2,5 milioni di turisti per un introito di 1.159 milioni di dollari, cifre ancora inferiori a quelle pre-pandemiche ma superiori a quelle degli ultimi due anni.

I recenti accadimenti probabilmente costringeranno a rivedere a ribasso questi dati.

I danni indiretti delle sanzioni alla Russia si vanno a sommare a quelli diretti provocati dall’embargo americano. Dopo gli inasprimenti imposti da Trump, l’amministrazione Biden, a dispetto delle promesse della campagna elettorale, continua a portare avanti un blocco illegale che ormai dura da 60 anni.

D’altronde le stesse sanzioni alla Russia rappresentano per il governo Usa un’occasione per colpire anche le nazioni più vicine a Mosca dal punto di vista commerciale.

In un’intervista del 26 febbraio a Voice of America (VOA), il consigliere speciale di Joe Biden per l’America Latina, Juan González, ha affermato che le sanzioni “sono così forti che avranno un impatto su quei governi che hanno affiliazioni economiche con la Russia”, facendo riferimento diretto a Cuba, oltre che al Venezuela e al Nicaragua.

Una punizione trasversale verso un paese che sulla guerra in corso ha assunto una posizione molto chiara. Da un lato, infatti, Miguel Díaz-Canel ha espresso una forte ammonizione contro la politica espansiva degli Usa e della Nato, affermando che “per decenni c’è stato uno sforzo costante da parte degli Stati Uniti per espandere il loro dominio militare ed egemonico, attraverso la continua espansione della NATO verso i paesi dell’Europa orientale”.

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Dall’altro lato però il presidente cubano non ha esitato a esprimere una forte contrarietà all’uso della forza e alle violazioni del diritto internazionale: “Siamo per la pace in tutte le circostanze e ci opponiamo inequivocabilmente all’uso della forza contro qualsiasi stato. Essendo un piccolo paese, lo capiamo meglio di chiunque altro. Assediati da più di 60 anni, abbiamo subito il terrorismo di stato, l’aggressione militare e un blocco brutale”.

Cuba si è sempre distinta per sostenere la risoluzione pacifica dei conflitti e per l’opposizione a qualsiasi tipo di guerra, incentrando la politica estera sulla solidarietà e la fratellanza tra i popoli, come d’altronde è stato dimostrato dall’esportazione di medici in tutto il mondo.

Data la vicinanza con Mosca, gli stessi ambasciatori europei all’Avana sono stati sorpresi dell’astensione nella votazione di condanna all’invasione all’Assemblea Generale dell’Onu.

Un voto che però è assolutamente coerente con la storia e la cultura di Cuba, un paese in cui il valore della pace non è mai stato negoziabile.

 

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Francesco Riccio
Francesco Riccio
Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Redattore e web content writer.

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