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Putin toglie Shoigu dal ministero della Difesa e lo mette a capo del Consiglio di sicurezza. Al suo posto nominato Belousov. Gli ‘esperti’ del web e della compagnia di giro in tv si sono lanciati in fantasiose analisi.
Russia, via Shoigu, al suo posto Belousov
– Francesco Dall’Aglio*
La proposta di Belousov come nuovo Ministro della Difesa ha gettato nello sconforto i nostri “esperti di Russia“, soprattutto quelli del Twitter (i migliori), che non l’avevano mai sentito nominare: del resto era stato solo Ministro dello Sviluppo economico e assistente di Putin per le questioni economiche sostituendo Elvira Nabiullina.
Un rapido giro su Wikipedia e Telegram li ha resi di nuovo esperti e in generale l’interpretazione che ne hanno dato rientra in due macrocategorie. La prima: Putin sostituisce Shoigu con un “civile” (su questa cosa torniamo subito) perché la guerra è un disastro – così, senza ulteriori argomentazioni.
La seconda: Putin sostituisce Shoigu perché la guerra è un disastro e ha la necessità di accentrare ancora di più il potere circondandosi di yes-man (noterete che entrambe le opzioni sono accomunate dal fatto che la guerra è un disastro, e questa non è una novità né ci sorprende).
I nostri esperti di Russia dunque si confermano espertissimi non solo di Russia, ma anche in generale del funzionamento di uno Stato e del ruolo dei ministri. Andiamo con ordine:
1) Putin, non in quanto Putin ma in quanto Presidente della Federazione Russa, è il comandante supremo delle Forze Armate. Il Ministro della Difesa risponde a lui: ci poteva mettere pure Navalny, a capo del Ministero, e sarebbe stata la stessa cosa (dal punto di vista del controllo). Ce l’avete menata per vent’anni con Putin “zar” e Putin “autocrate”, ora invece all’improvviso si scopre che la politica russa è un filino più complessa di “Putin cattivo” tanto che ha bisogno degli yes-men. Se possibile, la nomina di Belousov rimuove degli yes-men, più che aggiungerne altri.
2) Shoigu non è un militare, nonostante andasse in giro in divisa (cosa cha infastidiva parecchio i militari veri). Quindi nessun civile che sostituisce un militare. Non pensavo bisognasse puntualizzarlo, ma è così.
3) Il Ministro della Difesa non è a capo delle operazioni militari: questo ruolo è ricoperto dal capo di Stato maggiore, ovvero Sergej Gerasimov, che resta al suo posto, anche perché il suo posto non dipende dai cambi di governo. Anche questa cosa non pensavo bisognasse puntualizzarla. La gente che immagina che il Ministro della Difesa comandi le truppe dovrebbe anche immaginare, per par condicio, che il Ministro dei Trasporti faccia l’orario dei treni e il Ministro della Giustizia arresti la gente o la faccia scarcerare.
4) E allora che fa il Ministro della Difesa? Il Ministro della Difesa, come tutti i Ministri, alloca le risorse disponibili, possibilmente nella maniera più efficiente. Qui, appunto, entrano in gioco le competenze di Belousov, diverse (e maggiori) di quelle di Shoigu. E non lo dico io, lo dice il Financial Times che un po’ di queste cose ne capisce (certo meno degli esperti del Tuìter e di Porta a Porta, ma ci dobbiamo accontentare). E appunto dice, il Financial Times, che Belousov non è affatto corrotto, che è un tecnocrate e un workaholic, che spinge per un maggiore ruolo dello Stato nell’economia (cosa ottima se devi gestire il bilancio della Difesa), che ha un’atteggiamento diciamo keynesiano per ciò che riguarda gli investimenti statali (cosa che lo ha spesso fatto litigare proprio con Nabiullina) e che gode di molto credito negli ambienti della destra russa, pur essendo definito un uomo di mentalità sovietica (foto allegata), che non vede l’ora che sia lui a mettere mano agli sprechi e alle inadeguatezze, per non dir di peggio, che allignano nel ministero e mettere tutto a posto in direzione di una maggiore produttività ed efficacia soprattutto ora che il budget per il Ministero della Difesa è salito dal 3% al 6,7%.
5) Però Shoigu è stato fatto fuori, no? Non esattamente. Tecnicamente è stato addirittura promosso, perché il Consiglio di Sicurezza, che non a caso è presieduto dallo stesso Putin (ovvero dal Presidente della Federazione Russa) è il più importante organo consultivo russo, che coadiuva il Presidente nelle decisioni di interesse strategico. Shoigu, tra l’altro, in quanto Ministro della Difesa ne faceva già parte: ora, da Segretario, diventa la terza carica del Consiglio dopo Putin e Medvedev. Quindi no, non è stato “fatto fuori”. Gli hanno tolto il borsellino. Che forse è peggio, almeno per lui.

* Ripreso da Francesco Dall’Aglio ricercatore dell’Istituto di Studi Storici dell’Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria).
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