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domenica 23 Gennaio 2022
PolisAgonia a 5 Stelle: verso clamorosa rottura Conte-Grillo?

Agonia a 5 Stelle: verso clamorosa rottura Conte-Grillo?

L’ex premier e il fondatore del Movimento 5 Stelle ai feri corti. La materia del contendere sono i poteri concessi al Garante nel nuovo Statuto: verso una clamorosa rottura Conte-Grillo?

La rottura Conte-Grillo, incubo per il M5S

Non c’è pace per il Movimento 5 Stelle o quel che ne resta dopo l continue bufere degli ultimi tempi. La novità è che il garante Beppe Grillo e l’ex premier Giuseppe Conte sono sull’orlo di una clamorosa rottura: la materia del contendere sono i poteri concessi al garante nel nuovo Statuto che l’Avvocato del Popolo aveva preparato prima che scoppiasse la guerra con Rousseau.

Conte vuole eliminare dal nuovo Statuto del M5s l’articolo sui poteri del Garante che venne scritto dall’avvocato di fiducia di Grillo, Andrea Ciannavei, e prevedeva l’inamovibilità di fatto di Beppe e il potere di interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme.

All’articolo 8 del vecchio statuto si legge, tra l’altro, che il Garante “è il custode dei valori fondamentali dell’azione politica dell’Associazione. In tale spirito esercita con imparzialità, indipendenza ed autorevolezza le prerogative riconosciute dallo Statuto”.

“In tale veste, oltre ai poteri previsti nel presente Statuto, al Garante è attribuito il potere di interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme del presente Statuto. Il Garante è eletto mediante consultazione in Rete, all’interno di una rosa di candidati non inferiore a 3, che il Comitato di Garanzia propone avuto riguardo a figure che si siano distinte per il determinante contributo alla storia ed all’azione politica del Movimento 5 Stelle e dunque per la loro rappresentatività e statura morale”.

Per il leader in pectore Conte questo è oggettivamente troppo e vorrebbe limare i poteri di Grillo. Che ovviamente non è d’accordo e potrebbe negargli l’uso del simbolo (che è di sua proprietà).

Tensione M5S, Beppe Grillo: o di qua o di là

‘Insieme’ cova sotto la cenere

Se la situazione dovesse essere insanabile, ecco che Conte potrebbe tornare  a lavorare all’idea mai abbandonata di un partito suo. Nelle settimane passate era circolato anche il nome del progetto, Insieme, e alcuni sondaggi commissionati ad hoc per esplorare le potenzialità indicavano la possibilità di un buon 10% dei consensi alle elezioni (qualcuno arrivava ad ipotizzare il 16%). Togliendo voti proprio ai grillini.

Altra tegola è la disputa per il superamento della regola dei due mandati, sul quale Conte si è mostrato in più occasioni possibilista, facendo avvicinare decisamente a se l’anima governista del Movimento. Mentre Grillo è irremovibile sull’argomento.

Dunque si profila una nuova faida interna dai risvolti imprevedibili.

Nel frattempo a Cagliari si è chiusa la partita del curatore speciale del Movimento e della sua rappresentanza legale. La consigliera regionale Carla Cuccu ha vinto: il comitato di garanzia M5s, che aveva già annullato la sua espulsione, ha provveduto a cassare anche la sua sospensione. «Il tutto – scrivono gli avvocati Lorenzo Borré e Patrizio Rovelli in una nota – a evidente riprova che la nostra assistita ha sempre tenuto una condotta irreprensibile conforme al codice etico».

Un caso chiuso che però indica solo la possibilità che aumentino le rese dei conti del fu Movimento “uno vale uno”.

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