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lunedì 11 Ottobre 2021
PolisRitorna il virus e sparisce Salvini: fuga dalla realtà

Ritorna il virus e sparisce Salvini: fuga dalla realtà

Quando c’è un problema reale e occorrono soluzioni e non tormentoni, salta fuori il trucco: ritorna il virus e sparisce Salvini

La grande fuga: ritorna il virus e sparisce Salvini

Quando c’è un problema reale, una questione che richieda attenzione, analisi, riflessione, metodo; quando occorrono soluzioni, maneggiare la tecnica, coordinare gruppi di lavoro, dialogare con le istituzioni e quando la politica deve toccare la teoria e la prassi, ecco che il leader della Lega, il capitano, Matteo Salvini sparisce.

È una percezione immediata, visibile: come un pallone che si sgonfia subito dopo averlo acquistato per strada. La realtà è il nemico principale di Matteo.

L’estate appena trascorsa, come tutte le ultime, ha visto Salvini imperversare sui media, nelle piazze, sui social. È la stagione del sol leone e del capitan leone; quella in cui può girare l’Italia in  lungo e in largo, in maglietta e pantaloncini, facendo selfie, stringendo mani, passando per le sagre; sono i giorni dove la sua narrazione mantrica fila liscia senza intoppi: il sole, gli aperitivi e la ripresa degli sbarchi a Lampedusa.

L’invasione fantasma che turba i pranzi al mare delle famiglie.

La stagione in cui può dichiarare tranquillamente che il governo sparge migranti infetti per il paese, come se parlasse di diserbante e trovare eco e un pubblico disposto a dargli credito.

Il disco rotto dell'estate: è ricominciata la pacchia ma per Salvini

Dal Papeete a Catania

Il meccanismo ormai è noto e anche il trucco dietro: il capitano ripete sempre le stesse cose e ricorre sempre agli stessi artifici retorici pur di non rispondere alle domande che gli vengono fatte

Perché se ripeti tanto un concetto, alla fine diventa una verità e basta, e funziona con la politica, con la religione, con le bugie a noi stessi. E poco importa se ogni singolo concetto viene sconfessato puntualmente, anche da lui stesso.

Ma è stato un anno complicato per il capitano: Salvini nel famigerato agosto del 2019 ha fatto cadere il Governo fantasticando su pieni poteri, per poi provare a rimangiarsi tutto e gridando al complotto.

Da allora è entrato in un loop in cui meccanicamente ripete cose a cui non crede neppure lui. E infatti, se le cose poi evolvono in maniera diversa da quello appena dichiarato, lui dice il contrario in tempo reale.

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Ma l’estate, come ogni Gerry Calà sa bene, è stagione per leoni immaginari e finisce presto. L’autunno è un promemoria delle nostre mancanze e debolezze. I segnali c’erano tutti: gli insuccessi elettorali, imprevisti per dimensioni.

Per qualche giorno è riuscito ancora a galleggiare grazie allo show penoso del processo Gregoretti a Catania, una sorta di Un giorno in pretura in versione trash: lui che sbandierava il rosario in favore di telecamera, le memorie difensive consegnate in anteprima a Barbara D’Urso, i sostenitori a digiunare per sostenerlo, Giulia Bongiorno – già avvocata di Andreotti – che gira sulla sedia a rotelle, tipo Ironside, perchè ferita da una lastra pericolante in tribunale, la città blindata, persino il countdown su Facebook per alimentare l’attesa.

Ritorna il virus e sparisce Salvini fuga dalla realtà

Ma alla fine è stato come guardare una di quelle sitcom in cui ti imbatti distrattamente durante lo zapping: sorridi svogliatamente ma non ti lascia nulla. La realtà stava già ritornando a galla e ora gli sta presentando il conto:: la seconda ondata, il virus, l’emergenza sanitaria, l’attivismo del governo, le dirette di Conte, i virologi, il lanciafiamme di De Luca, Ilaria Capua in tv, Floris…

L’irruzione del reale

La gestione dell’emergenza sanitaria nei mesi passati è stata eloquente di questa caporetto. Salvini ha detto tutto e il contrario di tutto: il virus non esiste; no, il virus esiste ed è pericoloso, chiudere tutto; no, contrordine, riaprire tutto. Ora è in versione il virus non esiste ma aspettiamo domani per conferma.

In quel frangente è riuscito ad entrare sul podio dei politici che diffondevano più bufale sul covid nella poco prestigiosa classifica stilata dalla BBC.

Ed ora si ricomincia con tutto l’armamentario che annichilisce il pensiero debole di Matteo.

Davanti a un invasione vera, invisibile, quella del virus, la sua invasione inventata, quella dei corpi disperati dei migranti, svanisce.

L’unico titolo politico per i giornali, uscito in settimana, è stata la sua lamentela alla scarsa attenzione di Conte:

«Dopo mesi che facciamo proposte su lavoro, scuola, cassa integrazione e sanità, inascoltati, una telefonata di 60 secondi stasera alle 21.31 prima di andare in diretta tivù. Non è questo il mio concetto di “collaborazione”».

Vorrebbe più attenzione in questa situazione. Un po’ come l’Alessandro Haber di Sogni d’oro, di Nanni Moretti:

Se non mi date il potere, datemi almeno l’affetto!

 

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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