Con un piano da 317 milioni di dollari illustrato dal premier israeliano, Israele annuncia l’intenzione di raddoppiare la popolazione ebraica sulle Golan. Circa la metà dei fondi sarà destinata alla pianificazione e all’edilizia abitativa, mentre il resto sarà destinato al miglioramento della qualità della vita nell’area, compresi il potenziamento dei trasporti e dei servizi medici
L’annuncio di Bennett: raddoppieremo la popolazione ebraica sul Golan
Arriva direttamente dal primo ministro Naftali Bennett, l’annuncio che Israele vuole raddoppiare la popolazione ebraica che vive nelle alture del Golan con un piano multimilionario.
A spingere il piano sono stati il riconoscimento arrivato dall’amministrazione Trump della sovranità israeliana sul Golan nel 2019 e confermato dall’amministrazione Biden. A gennaio di quest’anno, il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha lasciato intendere che questa amministrazione non pensa di revocare la decisione, specialmente a guerra civile siriana in corso.

Il governo approverà un piano da 317 milioni di dollari per lo sviluppo delle alture del Golan. Circa la metà dei fondi sarà destinata alla pianificazione e all’edilizia abitativa, mentre il resto sarà destinato al miglioramento della qualità della vita nell’area, compresi il potenziamento dei trasporti e dei servizi medici.
Circa 25.000 coloni israeliani vivono nelle alture del Golan, insieme a circa 23.000 drusi rimasti dopo che sono state conquistate da Israele nella Guerra dei sei giorni del 1967.
Israele ha annesso il territorio il 14 dicembre 1981, ma a tutt’oggi lo status non è riconosciuto da gran parte della comunità internazionale. Ma è sufficiente quello pesante del grande alleato americano.
Israele e Siria tecnicamente sono ancora in guerra e, di fatto, sono separate da un confine sulle alture del Golan. Questa mossa non favorirà certo la distensione nell’area.
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