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Orban si è impegnato in una missione diplomatica, di certo non su mandato di quest’Unione Europea che non riesce ad avere una lettura dei fatti senza attendere prima i pizzini da Washington.
Orban spiazza la UE
Il viaggio di Viktor Orban a Mosca per incontrare Vladimir Putin è uno strappo per i vertici UE che commentano stizziti l’iniziativa: “una provocazione che mette in imbarazzo l’Unione nel momento in cui l’Ungheria ne ha la presidenza semestrale”.
Il commento della premier estone Kaja Kallas, estremista russofoba, designata come prossima responsabile della politica estera della UE, sulla visita di Orban a Mosca, è emblematico: “A Mosca, Viktor Orbán non rappresenta in alcun modo l’UE o le posizioni dell’UE. Sta usando la presidenza dell’UE per seminare confusione. L’UE è unita e si schiera inequivocabilmente a favore dell’Ucraina e contro l’aggressione russa”.
Ma dietro le quinte, come suggerisce l’informatissimo magazine americano “Politico”, c’è una storia molto più articolata di quanto i vertici UE uscenti gradiscono sentire, e con cui dovranno convivere.
Orban si è impegnato in una missione diplomatica, di certo non su mandato dell’Unione Europea che al momento riesce solo a fare i conti dolorosi con un conflitto che la sta devastando economicamente e politicamente, senza una che sia una, iniziativa diplomatica autonoma a far cessare le ostilità che non sia pappagallescamente americana.
Una chiave di lettura arriva da Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa: “Sembra evidente che Orban sta promuovendo un piano di pace, o almeno una bozza di negoziato, messo a punto da (o con) Donald Trump che in caso di vittoria alle elezioni presidenziali di novembre negli Stati Uniti punta a chiudere la guerra in Ucraina “in 24 ore”, come ha detto in alcune occasioni».
Perché Orban, non amato dal governo ucraino che gli rimprovera di non fornire aiuti militari e di non applicare sanzioni alla Russia, ha deciso la sua prima mossa ufficiale del semestre Ue con una visita proprio a Kiev? Solo astuta pubblicità? Più probabile che, lontano da microfoni e telecamere, Orban abbia presentato a Zelensky “un piano con cui il presidente ucraino dovrà necessariamente fare i conti in caso di vittoria del candidato repubblicano nelle presidenziali americane”, sostiene chiaramente ‘Politico’.
Può darsi sia solo propaganda, una bufala, ne si sa come andranno le elezioni in USA. Ma l’Europa, al cui interno i governi più filo Usa-Nato stanno prendendo dure bastonate elettorali, come in Gran Bratagna, in Francia e presto in Germania, dovrebbe smettere di infilare la testa sotto la sabbia e avere una lettura politica non ideologica sui fatti.
Anzi, avere una lettura dei fatti, senza attendere i pizzini da Washington, sarebbe già un traguardo.

(Fonte)
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