Nuova legge elettorale: Vannacci, lo spauracchio utile a legittimare Meloni

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La nuova legge elettorale, con premi sproporzionati e soglie che ostacolano le forze minori, rischia di restringere la rappresentanza popolare. Vannacci, anziché minacciare il sistema, potrebbe diventare lo spauracchio utile a legittimare Fratelli d’Italia.

Cui prodest?

Bizzarra legge elettorale quella partorita da Giorgia e il suo manipolo di fedelissimi. Quel premio di maggioranza così sproporzionato è proprio “l’erba voglio” tipica del principio maggioritario che gli italiani hanno sempre rifiutato, sin dalla legge truffa di De Gasperi. Nessuno schieramento sarà premiato così tanto dalla popolazione.

Sembra che il tratto essenziale di questa riforma sia la dismisura. Non solo per il premio, ma anche per le firme necessarie alla partecipazione elettorale di quelle forze non presenti nella legislatura trascorsa. A nessuna sarà consentito gareggiare, tranne una. L’unica compagine che detiene una visibilità mediatica tale da poter avviare una campagna di sottoscrizione di massa è Futuro Nazionale del generale Vannacci. Questo grazie alla mastodontica campagna pubblicitaria regalata all’ex parà da magazine progressisti come Repubblica o La7. Un gruppo di fascisti più fascista dei fascisti e, per ora, non allineato al centro-destra, sarà l’unica novità sostanziale del prossimo arco parlamentare.

Vannacci serve dentro il Parlamento, ma lui solo. Non sia mai che, per miracolo, sfruttando a proprio vantaggio certe sirene di guerra – si sa il popolo non ama molto le macerie – forze realmente anti-sistema, capaci di mettere in discussione l’ordine economico, poi riescano a esprimere qualche presenza istituzionale.

La Seconda Repubblica recita una predica ben precisa: le istanze popolari non devono in alcun modo essere rappresentate in Parlamento e la borghesia deve essere l’unica classe sociale eletta, a parte qualche popolano cooptato nel bel mondo della società civile. Insomma non deve esistere alcuna sponda possibile per i 5Stelle, loro bastano e avanzano e dovranno, al massimo, cercare sponde con il buon Piddì per essere sostanzialmente disinnescati in partenza.

Vannacci invece no. Lui è ossigeno per il sistema. Avere un fascista più puro dei missini ripuliti è determinante. Serve un nuovo spauracchio per consegnare Fratelli d’Italia nel campo della legittimità costituzionale. Fino all’altro ieri godeva solo di quella atlantica. Un prossimo governo del Quirinale non dovrà avere veti, i numeri parlano chiaro. Fratelli d’Italia deve entrare nella dimensione liberaldemocratica, europeista, affidabile. Ci si deve poter contare. Un percorso lungo questo, iniziato dalle candide parole di Luciano Violante sull’onore delle armi ai repubblichini vinti. Senza fascisti nessuno bipolarismo sarebbe stato immaginabile.

Stiamone certi, poi Vannacci si dimostrerà ragionevole, smusserà le sue spigolature più appuntite. Sulla Russia converserà con più prudenza, sull’Unione Europea userà un galateo più consono. Come ha fatto la Le Pen, come ha fatto Giorgia, come farà l’Adf in Germania ora che si aggroviglierà con la Cdu. Vannacci Roberto è un generale, un generale in confidenza con la Nato. Uno capace di mostrare fedeltà operativa. Questo ci dice il suo passato. E questo è. Non esiste una destra anti-sistema, non è mai esistita.

 

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Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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