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Un recente sondaggio di opinione in Israele, condotto dal Pew Research Institute, rileva come solo il 4% degli ebrei israeliani ritenga che il massacro in corso a Gaza sia una risposta eccessiva.
Israele, dai sondaggi approvazione al massacro a Gaza
“La colpa è solo di Netanyahu, il popolo israeliano è suo ostaggio, appena verrà rimosso dal potere tutto cambierà”: è questo il mantra di chi, da “sinistra”, cerca di giustificare i crimini di un intero Stato riconducendoli a una sola persona.
Purtroppo il mantra è tristemente falso. È proprio la popolazione israeliana che, dopo decenni e decenni di propaganda fondata sulla totale disumanizzazione dei palestinesi, ha completamente perso la bussola.
A dimostrarlo è un recente sondaggio del Pew Institute, che tra le altre cose ha scoperto che la metà degli ebrei israeliani vuole che a governare Gaza sia Israele, ovvero vuole un’occupazione a tempo indeterminato, e solo l’8% pensa che a scegliere chi governerà Gaza debbano essere i suoi abitanti.
Ancora più agghiaccianti sono le risposte alle domande in merito all’azione militare israeliana: solo il 4% degli ebrei israeliani pensa che il massacro in corso sia “eccessivo”, mentre circa il 40% di loro ritiene addirittura che sia insufficiente alla bisogna.
Questa non è che l’ulteriore conferma del fatto che la grande maggioranza degli ebrei israeliani ha perso la bussola morale e che non esistono argini al genocidio. Solo un deciso intervento dall’esterno potrà mettere fine alla furia omicida e devastatrice dell’esercito di occupazione, e questo intervento avverrà solo se noi occidentali saremo in grado di spingere i nostri governi a intraprenderlo.
Non possiamo pensare che un simile compito possa essere lasciato sulle spalle dei soli studenti che con enorme generosità e coraggio occupano le facoltà universitarie. Ci vuole una grande mobilitazione civile estesa a tutte le persone di pace e di buona volontà, nella consapevolezza che la posta in palio non è solo la vita dei palestinesi, ma la pace mondiale e con essa la vita e il futuro dei nostri figli.
Tutti i risultati del sondaggio qui.

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