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Daniela Weiss: “Prenderemo la Striscia e la divideremo in lotti e li distribuiremo ai soldati e alle loro famiglie. I palestinesi saranno profughi per il mondo. Gaza non è la loro terra.”
Daniela Weiss, leader dei coloni: “Vogliamo una Gaza ebraica”
Daniela Weiss, settantottenne dell’ultradestra ebraica, amica del ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, è colei che guida gli insediamenti ortodossi ebraici nelle zone dove non si potrebbe costruire.
Intervistata da Francesca Mannocchi per Propaganda Live, in un reportage ai confini della Striscia di Gaza, ha spiegato in poche parole il progetto del reinsediamento a Gaza da parte degli israeliani, immaginando un territorio tutto ebraico che va dall’Egitto all’Iraq, dal Ninlo all’Eufrate: “Da ora in poi dedicheremo la nostra vita per fare una Gaza tutta ebraica”.
E dove andranno i rifugiati di Gaza? Alla domanda della Mannocchi la risposta di Daniela Weiss è spietata: “Andranno in Egitto, Turchia, Canada, Stati Uniti, in tutti i paesi del mondo, come tutti i rifugiati, come gli afghani o i siriani. Non è la loro terra”.
Il futuro di Gaza secondo la leader dei coloni è già scritto: “Costruiremo delle comunità a Gaza. Prenderemo la Striscia e la divideremo in lotti e li distribuiremo ai soldati e alle loro famiglie”.
“Quando vedi la distruzione di Gaza cosa senti?” chiede la reporter.
“E Dresda e Amburgo o Berlino?” risponde Weiss. “Cosa ha fatto il mondo? Perché non chiedi agli Stati Uniti cosa hanno fatto a Hiroshima e Nagasaki? Posti che sono stati distrutti da persona insane e ricostruite da persone normali. Costruiremo gli insediamenti, e educheremo i bambini a sognare Gaza e piano piano costruiremo con la influenza politica, e presto arriverà….più presto di quanto si pensa”.
In conclusione una riflessione della giornalista: “I coloni – dice Francesca Mannocchi – arrivano prima con le tende, poi con i caravan, che poi diventano costruzioni, che poi si trasformano in insediamenti e infine in città, illegali per il diritto internazionale”.
Ma soprattutto: “Non facciamo l’errore di pensare che l’estremismo ebraico così espresso sia folkloristico e minoritario. Ci sono tre fattori: il coraggio di fare, il consenso pubblico e l’influenza politica. Prima non c’era niente in Giudea e Samaria adesso ci sono 750mila coloni. Continuate a manifestare noi intanto facciamo. E questa visione convince. E mentre noi stiamo qui a pensare ‘ma figurati sono estremisti’ loro raccolgono i nomi delle famiglie che vogliono andare a Gaza e il consenso del ministro della Sicurezza Nazionale Ben Gvir”.
(Fonte – RD La7)
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