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Il governo continua a bocciare le proposte sul salario minimo. Durante le emergenze i vigili del fuoco, gli infermieri, gli operai, così come insegnanti, commessi, rider, vengono considerati indispensabili, eroi. Finita l’emergenza vengono invece derubricati a servizio da ridurre perché non ci sarebbero i soldi.
L’Italia dei valori rovesciati senza salario minimo
Il salario minimo resta un tabù: è stato respinto alla Camera l’emendamento delle opposizioni al Ddl lavoro che ne chiedeva l’istituzione, con 148 voti contrari e 111 voti favorevoli.
Questo rifiuto ideologico da parte delle classi dirigenti, bisognerebbe ricordarselo quando l’Italia è colpita da incendi, cicloni, crolli o pandemie, quando la natura, sfruttata e maltrattata, presenta il conto per azioni sconsiderate, omesse o criminali, dettate dal sistema capitalista basato sul profitto, è allora che tocca a loro, ai lavoratori.
Infermieri, operai, insegnanti, cassieri, impiegati: uomini e donne che lavorano nell’ordinaria indifferenza, diventano improvvisamente essenziali. Dalle corsie degli ospedali, alle strade, dalle case di riposo ai supermercati, dalle scuole agli uffici, si ritrovano a reggere sulle proprie spalle il paese.
Come l’estate quando in prima linea ci sono i vigili del fuoco, che si ritrovano stremati, esausti, piegati dalla fatica nel combattere contro le fiamme con i pochi mezzi a disposizione.
In quei momenti, le istituzioni e i media mainstream li proclamano eroi. Ma appena l’emergenza si placa, in attesa della prossima, quegli stessi eroi diventano lavoratori da tagliare, perché mancano i fondi. Fondi che però magicamente si trovano sempre per armamenti e opere inutili.
Così, coloro che si sacrificano per far funzionare, rendere dignitose o salvare le nostre vite, tornano a essere lavoratori sottopagati, con diritti che si assottigliano sempre di più.
Durante le calamità riscopriamo il valore reale del lavoro, ma nella cosiddetta normalità questi valori vengono capovolti.
In cima alla piramide dei redditi c’è la casta politica, burocratica e manageriale, che nelle crisi si volatilizza, quando non contribuisce ai disastri. E dietro questa casta ci sono i ricchi e i super ricchi, che guadagnano in pochi minuti ciò che un vigile del fuoco fatica a ottenere in un anno.
E poi ci sono i predicatori ideologici, che difendono questa società ingiusta, indignati all’idea che una badante possa guadagnare 9 euro all’ora, ma mai scandalizzati per la sproporzione abissale tra i loro guadagni e quelli di chi svolge lavori davvero indispensabili.

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