Governa in coalizione col centrodestra, sta costruendo un muro contro i migranti, ha aumentato le spese militari del 70% (2,2 miliardi di euro) e più volte ha cercato di eliminare il recovery fund. No, non è Giorgia Meloni ma la premier finlandese Sanna Marin.
Meloni abbaia, Marin morde
Se Giorgia Meloni facesse la metà di quello che ha già fatto la premier finlandese, finiremmo ad invocare i caschi blu dell’ONU. E invece Sanna Marin viene innalzata ad idolo dei liberal salottieri delle terrazze romane.
Marin e l’ipocrisia liberal
La Marin costruisce un muro anti-migranti, aumenta le spese militari, fa l’apologia della russofobia indossando l’elmetto del maresciallo Mannerheim e non perde occasione per attaccare il Recovery Fund, dopo essersi già distinta con gli altri “frugali” perché il Recovery venisse ridotto – non essendo riuscita ad evitare che venisse approvato – da 1.000 miliardi a 750 miliardi, ottenendo che la maggior parte fosse costituita non da investimenti ma da prestiti.
E di Recovery Fund per contrastare la crisi energetica ovviamente non ha voluto nemmeno sentire parlare in questi mesi. Eppure Sanna Marin è l’idolo dei “sinistrati” italiani.
Insomma, il cuore dell’Italia liberal-progressista batte a destra, tranne se si si tratta della destra italiana, la cui vera colpa agli occhi dei liberal-progressisti “nostrani” (secondo i quali ci sono muri buoni e muri cattivi) non è quella di essere neoliberista, di difendere il capitalismo predatore, di avere indossato l’elmo di Stoltenberg al posto di quello Scipio o di anteporre l’interesse degli Usa a quello dell’Italia, ma di preferire il ritratto di Mussolini a quello di Bandera.
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