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mercoledì, Agosto 10, 2022

Ottolina Tv: i grandi marchi lasciano la Russia in guerra, però investono in Myanmar…

I marchi moda come Zara, Adidas e H&M hanno lasciato la Russia per solidarietà al popolo ucraino. Ma continuano ad investire nel Myanmar della giunta militare golpista, con molta poca solidarietà verso il popolo birmano: the fashion show must go on.

Perchè i grandi marchi lasciano la Russia e investono in Myanmar

Di Ottolina TV

Anche i grandi marchi hanno un cuore e così, in solidarietà al popolo ucraino, a pochi giorni dallo scoppio del conflitto, Adidas e Zara hanno chiuso tutti i loro negozi in Russia.

H&M c’ha messo un po’ di più, ma alla fine non ha resistito “condanniamo ogni forma di violenza” hanno affermato in realtà però non proprio ogni ogni forma…

In Myanmar, dopo il golpe del 2021, è tornata al potere la giunta militare, hanno pure rimesso in carcere Aung San Suu Kyi, già premio Nobel per la pace, simbolo assoluto della battaglia per la democrazia e i diritti umani del paese asiatico.
Ma soprattutto, hanno subito introdotto la legge marziale.

Tradotto, significa che chiunque  accenna a una minima protesta si ritrova davanti a un tribunale militare. A partire dai sindacalisti, tutti già oggetto di mandati di cattura, e le cui organizzazioni sono state ovviamente messe al bando. D’altronde, che c’avranno mai da protestare?

Secondo Cecilia Brighi dell’associazione Italia-Birmania insieme “Si lavora circa 60 ore a settimana, gli straordinari sono obbligatori e il salario è di 1,78 euro al giorno”,
altro che furbetti del reddito di cittadinanza!

Qualche giorno fa 4 attivisti pro democrazia sono stati condannati a morte, e sono solo gli ultimi di una lista che dall’inizio del regime militare ha raggiunto l’incredibile cifra di 114 condanne.

Una situazione che ha spinto l’Unione Europea a imporre un embargo su armamenti e attrezzature varie destinate al controllo della popolazione, e anche a sanzionare le principali imprese legate alla giunta militare.

Misure che però, guarda caso, non hanno minimamente intaccato il settore tessile:
l’industria dell’abbigliamento birmana nell’ultimo decennio ha vissuto un vero e proprio boom, e oggi i marchi europei che appaltano una fetta consistente della loro produzione a una miriade di aziende locali sono ben 61, a partire, indovinate un po’, proprio da Adidas, Zara e H&M, che qui di condannare ogni forma di violenza non se l’è sentita

Anche i coraggiosi capitani d’industria italiani sembrano trovarsi a loro agio in mezzo alle condanne a morte della giunta: da Proxima a Love Moschino, da Twinset a Liu Jo, una bella fetta del made in italy è marchiato con sangue birmano

Guarda il video di OTTOLINA TV

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