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martedì, Luglio 5, 2022

M5s, Conte-Di Maio: il giorno della resa dei conti

Convocata la riunione del Consiglio nazionale sul nodo dell’invio di armi in Ucraina e sul vincolo del terzo mandato, ai ferri corti Conte-Di Maio.

Conte-Di Maio, resa dei conti nel M5s

Oggi è il giorno del redde rationem nel M5s in una riunione del Consiglio nazionale convocata d’urgenza A scompaginare il Movimento è la bozza di risoluzione cui stanno lavorando una parte dei senatori pentastellati e che in vista del voto che si terrà in Aula a palazzo Madama martedì prossimo impegna il governo “a non procedere a ulteriori invii di armamenti” in Ucraina.  Un testo su cui la maggioranza rischia il patatrac – 5 stelle inclusi.

Il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola ha riunito la maggioranza con l’obiettivo di arrivare a una risoluzione condivisa per evitare lo scenario peggiore. Ad aprire la crisi le dichiarazioni di Luigi Di Maio, ormai in aperta opposizione a Giuseppe Conte:

“Un presidente del Consiglio che deve andare a un tavolo europeo cosi’ importante deve avere il Paese dalla sua parte, deve avere la coalizione di maggioranza compatta dalla sua parte e aggiungerei anche l’opposizione“, dice Di Maio. Che continua: “Ho letto che c’è una parte dei senatori M5s che avrebbero proposto una bozza di testo della risoluzione che di fatto ci disallinea dall’alleanza Nato e dall’Ue. La Nato è un’alleanza difensiva e se ci disallineiamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell’Italia, non ce lo possiamo permettere”.

A queste parole replica Riccardo Ricciardi, vice presidente del Movimento cinque stelle, che parla di “attacco strumentale” da parte del Ministro degli Esteri, quando parla di rischio per la sicurezza nazionale in caso di un posizionamento grillino critico verso Draghi sull’Ucraina.

“Personalmente ritengo che occorra prendere provvedimenti, magari coinvolgendo la rete o comunque il consiglio nazionale. Vorrei ricordare che da capo politico Di Maio ha espulso persone per cose molto meno gravi”.

Ricciardi ha poi spiegato che il M5s sta lavorando a un testo che preveda “il cessate il fuoco per una de-escalation militare e una centralità del parlamento per le scelte future. Mentre per le decisioni future, dai vertici internazionali a un eventuale nuovo invio di forniture, si deve passare dal parlamento e non penso che nessuno possa dirsi contrario a tutto questo“.

Quanto alla posizione di Di Maio sul doppio mandato nel M5s, Ricciardi è lapidario: “Di Maio è spaventato dal tema dei due mandati. Ha cercato di rimediare in maniera goffa a quello che avevamo capito tutti, si sente il rumore delle unghie sugli specchi da qui“. E conclude: “Riteniamo che occorra una profonda riflessione perché da tempo per sua responsabilità è un corpo estraneo al movimento. Sta facendo un percorso personale che lo pone al di fuori dai Cinque stelle, un partito che sta facendo le proprie scelte votandole a stragrande maggioranza”.

 

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