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mercoledì 15 Settembre 2021
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A man in the dark: lo stile Draghi

L’emergenza ininterrotta e le manovre nel silenzio: continuità e discontinuità nello stile Draghi.

Lo stile Draghi: il silenzio

Quali sono i caratteri fondamentali marcati dal governo Draghi? Fino ad ora, i primi passi  non hanno mostrato alcuna sostanziale discontinuità nella gestione della crisi sanitaria, nonostante le grandi aspettative da più parti. Una vasta parte del paese sperava che si riaprissero le attività commerciali, quelle sportive e della ristorazione; dello spettacolo e della cultura non se ne parla nemmeno più, quindi inutile anche insistere…

C’era invece chi s’aspettava un approccio meno paternalistico\terroristico e più rassicurante sull’andamento della pandemia, che l’organizzazione del piano vaccinale, in mano a banchieri e generali, divenisse improvvisamente efficiente, pronta ad iniziare una rincorsa all’immunizzazione a tappe forzate per tutti.

Ovviamente il tempo trascorso è poco, inutile sottolinearlo, eppure,  nonostante le aspettative miracolistiche verso supermario Draghi e le sue proprietà taumaturgiche, non si è visto un provvedimento che contraddicesse sostanzialmente l’impostazione del precedente governo Conte bis, nonostante i peana di molti grandi commentatori dal piccolo schermo.

“Draghi prepara risarcimenti per le attività penalizzate dal covid e li chiama sostegni, mica come quell’incompetente di Conte che li chiamava ristori!”

Il governo dei competenti e della Provvidenza per non pensare

Va detto che la conferma di Speranza al ministero della Salute, inizialmente osteggiata dalla componente Salviniana del governo, è stata sostanzialmente un riconoscimento del lavoro svolto dal ministro e che l’irresponsabile linea di sottovalutazione del progresso dei contagi presente in diversi settori della politica, non è stata fortunatamente presa in considerazione dal presidente del Consiglio.

Dulcis in fundo, anche il contestato strumento del Dpcm è stato nuovamente ripreso per l’evidente necessità di essere rapidi negli interventi di gestione dell’emergenza, che è tutt’altro che avviata alla conclusione. Dobbiamo constatare che di fronte all’intervento degli uomini della provvidenza, le “sospensioni delle libertà” applicate dal governo Conte bis che tanta preoccupazione destavano, sono divenute improvvisamente accettabili.

“Draghi prepara un nuovo Dpcm appena dopo l’altro, mica come quell’incompetente di Conte che preparava un Dpcm appena dopo l’altro!”

Draghi al Senato parla di pandemia, equità, ricostruzione e...divide le acque del Nilo

La vera discontinuità tra il Conte bis e questo governo è in realtà di forma: lo stile Draghi.

Il premier fin dalle prime battute del suo insediamento ha imposto ai ministri una riserva assoluta e di non parlare se non nelle sedi istituzionali, e di non rilasciare alcuna dichiarazione.  Lo stesso Mario Draghi non ha ancora rilasciato una dichiarazione, a parte quanto detto negli interventi alle Camere.

Anche in questo caso si levano alte l parole di giubilo dei soloni dalla tv: finalmente un uomo del fare e non delle chiacchiere.

Ma è veramente apprezzabile questo silenzio? Crediamo proprio di no. Ovviamente nessuna nostalgia per siparietti, sproloqui e digressioni verbose; lo stile Casalino non è in cima alle nostre preferenze. eppure le dirette dell’ex premier Giuseppe Conte, con tutti i limiti e i toni da venditori di boccette d’acqua colorata, erano comunque un tentativo apprezzabile di mantenere un filo diretto tra il governo e  il paese, in un momento emergenziale prolungato.

Di contro l’ostinato silenzio di Draghi, in questo stile che ci ricorda sinistramente il banchiere dei banchieri Enrico Cuccia, è vagamente inquietante, la manifestazione di un distacco a cui era evidentemente abituato l’ex presidente della Bce, ma che come presidente del Consiglio appare del tutto inadeguato, soprattutto in un momento come questo.

Un silenzio calato dall’alto, di classi dirigenti che appaiono sempre di più lontane dalla società, in cui la dialettica politica parlamentaristica, da tempo marginalizzata rispetto al potere esecutivo,  si è completamente autosospesa, ripiegata nelle proprie beghe interne, e che attende solo l’arrivo e la spartizione dei fondi europei per orientarli verso i propri canali  economico-sociali.

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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