23.8 C
Rome
mercoledì 28 Luglio 2021
PolisLavoro, diritti, economiaQuando le esigenze di mercato si scontrano con le aspirazioni personali

Quando le esigenze di mercato si scontrano con le aspirazioni personali

Siamo alla fine dell’anno scolastico e per gli studenti già provati dalle restrizioni della pandemia è arrivato il momento di scegliere il percorso formativo che quasi certamente condizionerà i futuri ingaggi lavorativi al vaglio delle esigenze di mercato.

Aspirazioni personali contro esigenze di mercato

La società offre numerose opportunità occupazionali derivanti dai molteplici nuovi settori che sono sempre alla ricerca di manodopera specializzata. Il lavoro costruisce la nostra identità e afferma pubblicamente chi siamo. Le considerazioni su cosa si vuol fare da grandi dovrebbero essere tempestive, cosicché si possa investire in una formazione scolastico/universitaria adeguata. Sottolineiamo che le imprese richiedono un profilo assimilabile alla qualifica o al diploma professionale a circa il 43% dei lavoratori.

Ci si trova davanti ad una dicotomia che rispecchia le riflessioni che di solito si effettuano in amore: cuore o cervello? Le aspirazioni personali molto spesso non coincidono con il mercato del lavoro il quale ha un’idea razionale della domanda (nuove tecnologie, figure specializzate, ecc).

Il giovane molto spesso aspira a un lavoro compatibile con le proprie preferenze e poco importa se quel lavoro è, nei fatti, difficilmente realizzabile e accessibile. L’aspirazione in questo caso è irrazionale e non bada alle circostanze e alle conseguenze.

La Costituzione Italiana, il PIL e la felicità

Ad esempio ci si iscrive a facoltà universitarie super inflazionate (lettere, giurisprudenza, ecc.), non tenendo conto delle prospettive di inserimento una volta conseguito il titolo. Mentre, invece, in questo momento il mercato richiede figure professionali quali: Software engineer e Java software engineer, tecnici di laboratorio, sistemisti e tecnici di rete, infermieri, ecc. Le aziende, nei primi sei mesi del 2021, hanno ripreso ad effettuare assunzioni con circa 560.000 offerte.

In un terzo delle ricerche si fatto fatica o non si è riuscito a trovare personale qualificato (per 84.000 posizioni ad alta specializzazione, in un caso su sei non si sono presentati candidati).

Nella scelta del percorso formativo entrano in gioco anche altri fattori. I condizionamenti sociali e familiari segnano una strada che molto spesso delude nelle aspettative. Se, ad esempio, provengo da una dinastia di professionisti non è detto che anche io debba seguire le orme della mia famiglia.

Eppure i desideri dei nostri genitori, considerare di avere rilievo sociale per il solo fatto di intraprendere un mestiere “nobile”, farsi condizionare da altri fattori esterni (film, serie tv, romanzi, ecc), sono tutti elementi che incidono sulle nostre scelte. In questo caso le proprie aspirazioni, le attitudini, i sogni, la tenacia e la capacità sono adombrate da falsi miti che inevitabilmente si ripercuotono nel nostro futuro.

Largo alle donne nelle scienze: la Di Biase (PD) presenta proposta di legge innovativa

In una famosissima canzone di Antonello Venditti “Che fantastica storia è la vita”, tratta dall’omonimo album del 2003, ascoltiamo: “ Mi chiamo Antonio e faccio il cantautore, e mio padre e mia madre mi volevano dottore, ho sfidato il destino per la prima canzone…”, dove appunto leggiamo della tenacia per il raggiungimento di un obiettivo, considerato socialmente irrazionale, ma che comunque alla fine ha soddisfatto le aspirazioni di un individuo.

Pertanto, che si scelga il proprio percorso con raziocinio e con finalità puramente occupazionale o che si persegua una strada dettata dal cuore (che il più delle volte è la scelta vincente); l’importante è attivarsi, non rimanere inerti lasciando scorrere la vita senza un obiettivo.

Se è vero quanto abbiamo detto sopra, che il lavoro afferma ciò che siamo, è altrettanto vero che un percorso può essere sempre cambiato, non è mai troppo tardi per capire chi siamo e quanto possiamo contribuire, con la nostra opera, al miglioramento della società.

Leggi anche


Giuseppe Pennone
Giuslavorista napoletano, appassionato di pittura, ha collaborato con numerose riviste ed associazioni culturali in qualità di esperto di tematiche sociali quali lavoro, diritti negati e ambiente.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli