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martedì, Luglio 5, 2022

Non è la variante sudafricana, è la variante Ursula

La variante sudafricana denominata Omicron sta già riempendo le cronache sanitarie dell’occidente, i primi due casi in Gb fanno scattare l’allarme. Ma era ampliamente prevedibile con la politica vaccinale che si sta seguendo.

La variante sudafricana? Chiedete alla Commissione Europea

Ci risiamo. Una nuova variante arriva dal Sud Africa ma è sbagliato chiamarla sudafricana. È più corretto chiamarla ‘variante Ursula‘, come la presidente della Commissione Europea che da un anno pone il veto alla richiesta di moratoria sui brevetti dei vaccini anticovid in sede Organizzazione Mondiale del Commercio.

La responsabilità delle nuove varianti è dell’Unione Europea che ha finora detto no alla richiesta avanzata dal Sud Africa e da più di 100 paesi, da papa Francesco, da ong e associazioni che si occupano di salute.

Torniamo a chiedere di firmare la Iniziativa dei Cittadini Europei di cui siamo co-promotori ‘Nessun profitto sulla pandemia‘ per chiedere alla Commissione di modificare questa posizione disumana e cinica.

Nonostante tre votazioni del parlamento europeo che ha approvato la richiesta del gruppo della sinistra radicale La Sinistra la Commissione imperturbabile è andata avanti con una logica nazista di protezione del monopolio di poche multinazionali sui vaccini.

Tutti gli esperti, dal mai troppo compianto Gino Strada fino alla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, avevano profetizzato quanto sta accadendo. Eppure Ursula Von der Leyen e la Commissione Europea non hanno cambiato la loro posizione neanche a fronte delle aperture di Biden.

Non saremo mai al sicuro se al resto dell’umanità sarà negato l’accesso ai vaccini.

Meno persone sono vaccinate sul pianeta e più saranno le varianti che si diffonderanno ovunque.

La Commissione Europea e le multinazionali che protegge sono le principali centrali novax del pianeta.

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Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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