La tregua impossibile: Gaza e l’abisso dell’Occidente

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Israele, incapace di piegare la resistenza palestinese, ha puntato al genocidio. Gaza non vive una tregua, ma un massacro che riflette la crisi dell’ordine occidentale: repressione, controllo, menzogna. L’Occidente nichilista trascina il mondo verso un abisso.

La tregua che non era una tregua

Dopo oltre sessant’anni di tentativi di annessione coloniale, Israele ha compreso di non poter piegare la resistenza palestinese. Per questo ha scelto di passare alla fase successiva del suo progetto: il genocidio compiuto.

L’obiettivo è chiaro: cancellare la resistenza eliminando chi la incarna. In altre parole, distruggere un popolo intero.

Dietro questa escalation non c’è soltanto una questione militare, ma un disegno geopolitico di lungo periodo, legato al controllo di uno snodo strategico tra Est e Ovest, a ridosso dello Stretto di Suez. A Tel Aviv, come a Washington, la volontà di “chiudere la partita” con la Palestina resta intatta.

Le diplomazie occidentali si limitano a gesti di facciata, mentre sul terreno continua una guerra di annientamento.

Quella in corso non è una tregua per i gazawi, che sopravvivono a pochi chilometri da un’entità coloniale e occupante. E non è una tregua neppure per noi.
L’ordine imperialista, messo in discussione dall’emergere del Sud globale, reagisce come sa fare: con la violenza, la repressione, la menzogna e il controllo.

Nel Regno Unito, solo nel corso dell’ultimo anno, si contano oltre 12.000 fermi per post e commenti online — un record mondiale. Negli Stati Uniti, il presidente invita apertamente l’esercito a “proteggere l’ordine interno”, evocando scenari inquietanti. In Europa, intanto, si moltiplicano le misure restrittive e le limitazioni alla libertà di parola.

Non è dunque il fantasma del terrorismo o dello “spauracchio autoritario” a doverci intimorire, ma il progressivo consolidarsi di un mondo artificiale, levigato, completamente controllato, in cui i cittadini vengono ridotti a strumenti di un potere impersonale e tecnocratico.

Lo spirito nichilista dell’Occidente — quello stesso impulso che seicento anni fa spinse alla conquista dei mari e dei popoli — ha raggiunto oggi il suo apice. Da qui può solo proseguire verso due direzioni: distruggere tutto, divorando se stesso, oppure affrontare una sconfitta storica, profonda, da cui nessuno uscirà indenne.

Occorre farsi trovare pronti di fronte a questa nuova sfida, che non è soltanto politica o geopolitica, ma anche spirituale, quasi metafisica.
Perché, che lo vogliamo o no, siamo tutti in pericolo.

  • Vi ricordiamo che è in vendita: “LA TERRA DI ITZAMNA’”  di Gabriele Germani.
  • Un volume tra storia e geopolitica con il quale scoprirete segreti e storie di un piccolo paese ricco di sorprese, il Guatemala.
  • CLICCA sul link
    https://www.kulturjam.it/kulturjam-edizioni

 

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

 

 

Gabriele Germani
Gabriele Germani
Roma, 1986. Laureato in Storia contemporanea e Psicologia, con Master in Geopolitica. Lavora nell’ambito pedagogico-educativo. Si occupa da anni dei rapporti tra il Sud e il Nord del mondo, con le lenti del neo-marxismo, della teoria della dipendenza, del sistema-mondo e dell’Eurasia. Con questa prospettiva ha pubblicato negli anni, alcuni libri e articoli di storia e antropologia, in particolare sull’America Latina. Riferimenti bibliografici: Uruguay e emigrazione italiana: sogni, speranze e rivoluzioni di Gabriele Germani (Autore), Anthology Digital Publishing, 2022. Ha inoltre in pubblicazione con Kulturjam Edizioni: una raccolta di riflessioni su BRICS e mondo multipolare, con introduzione di Gianfranco La Grassa e con Mario Pascale Editore un testo sulla politica estera italiana durante la II Repubblica. Cura un micro-blog sul suo profilo Facebook (a nome “Gabriele Germani”) e un Canale Telegram sempre a nome “Gabriele Germani” (t.me/gabgerma). Dirige inoltre il Podcast “La grande imboscata” su attualità, geopolitica e cultura su varie piattaforme.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli