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Il Nobel per la pace a Maria Corina Machado svela il disegno USA: legittimare un nuovo fronte di guerra in Venezuela. L’Occidente, travestito da pacifista, celebra un premio che prepara l’aggressione, tra retorica anticomunista e ritorno del fascismo globale.
Il Nobel della menzogna: quando la pace serve a preparare la guerra
Il Nobel per la “pace” assegnato a Maria Corina Machado assolve alla precisa richiesta di Trump che lo avrebbe consegnato a sé stesso. Si va oltre le intenzioni di Washington perché con questa decisione si legittima il prossimo scenario di guerra a cui gli Stati Uniti stanno da tempo lavorando.
Nessun mistero sulla questione venezuelana. Chi parla delle pecche con cui Maduro sta gestendo il suo socialismo, mente sapendo di mentire. In Venezuela gli Stati Uniti hanno bisogno di una chiusura reazionaria del sistema perché le risorse di quel paese tornino a rappresentare un discount da saccheggiare per ingrossare i profitti privati delle multinazionali.
In secondo luogo gli Usa hanno la necessità di riprendere in mano le redini del proprio cortile di casa, il Sudamerica, troppo esposto a correnti sinistre. In quei luoghi la coscienza collettiva è vigile nel saper concatenare dittature militari e politiche neoliberiste.
Il Venezuela è il grande cruccio per il sistema statunitense , perché la caduta di Maduro rappresenterebbe una grande conquista anche simbolica. Il chavismo, quel movimento di liberazione degli oppressi intriso di bolivarismo. di teologia della liberazione, di indipendenza patriottica, di sollevazione castrista, indusse un processo virtuoso in tutta l’America Latina con orizzonti di nuova speranza per gli ultimi, per i contadini, per i lavoratori.
Il Sudamerica ha rappresentato un faro per il socialismo internazionale con la sua declinazione populista; un ultimo esempio concreto di conquista dello Stato che si è diffuso, con forme differenti da luogo a luogo, in tutto il continente.
Con questo premio Nobel, l’Occidente collettivo esprime, ancora una volta e ancora di più, la sua propensione alla guerra che ormai ritiene destino ineluttabile. Trattasi di una resa dei conti globale che non concepisce sconti, non percepisce spazi di manovra alternativi.
E perché la guerra sia inglobata nel buon senso comune delle società occidentali si ricorre ancora una volta al fascismo. Tranquilli non quello delle camicie nere a Piazza Venezia. Ma quello sionista, quello dell’est Europa da celebrare perché così fermamente anticomunista, quello sudamericano così attento al benessere delle grandi corporations private, quello di Bruxelles con i suoi gendarmi in completo blu. E quello a stelle e strisce, lì dove la mentalità razzista, coloniale e imperiale si fece Stato pochi secoli fa.

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