L’Italia allergica ai divieti e il Dpcm del governo: sintomi e rimedi

Il nuovo Dpcm del governo sulle misure di contenimento dal contagio di Coronavirus è stato firmato nella notte dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Sarà valido per 30 giorni.

Ma già tra la notte di ieri e oggi si sono manifestati i primi sintomi di allergia al provvedimento del governo, e si teme una nuova ondata con effetti imprevedibili.

L’allergia ha una sintomatologia che differisce da caso a caso, con effetti che però si ripetono con ciclicità e intervalli ormai consolidati, per cui è possibile raggrupparli in aree specifiche per una migliore gestione.

Andiamo ad osservarli più da vicino.

Dpcm del Governo: sintomi e rimedi

  • L’attività sportiva all’aperto.

Siamo notoriamente uno di popoli più pigri dell’occidente in quanto ad attività sportiva e infatti nelle discipline olimpiche tradizionali, come l’atletica, sono anni che abbiamo risultati che ci posizionano a livello di competitività due spanne sopra Cipro, Malta e Kosovo.  Eppure, appena cominciano a circolare voci su possibili restrizioni all’attività fisica all’aperto, migliaia di persone sentono improvvisamente la voglia impellente di andare a correre per strada.

Una scia virale trasforma gli abituali re del trittico divano, netflix e sushi, con cui per anni hanno intasato le bacheche dei social, in runners scalpitanti.

Arriva il Dpcm e non v’è alcuna restrizione all’attività fisica ma le raccomandazioni già in vigore per la tutela individuale e di gruppo. Allora ecco la nuova domanda che sorge nei runners:

Svolgendo attività sportiva siamo obbligati a indossare la mascherina?

La risposta: sono esclusi dall’obbligo di usare la mascherina le persone che svolgono attività sportiva, mentre è necessario usarla se si fa attività motoria. Non sono obbligati a usarla anche i bambini di età inferiori a 6 anni e le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherine e le persone che interagiscono con loro.

Qualche linea d’ombra resta nelle interpretazioni quindi si correrà comunque il rischio di trovare il vigile zelante e ottuso che ti multa, il vicino di casa delatore e il commentatore social che urla al fascismo.

Per tutti e tre i casi la scienza può far poco.

L'Italia allergica ai divieti e il Dpcm del governo sintomi e rimedi

  • Domanda che angoscia i cittadini: posso partecipare a una manifestazione pubblica?

Ma come?! Sono anni che non si riesce più a organizzare una manifestazione come si deve, che gli scioperi bisogna organizzarli di sabato, tipo scampagnata, che ci siamo fatti andar bene qualsiasi jattura calata dall’alto (tagli alla scuola, alla sanità, alle pensioni) e proprio ora sentite il bisogno improvviso delle barricate di Lipsia? La comune di Parigi?! Un ardore simile l’avevano annusato solo durante la rivolta per i 5 centesimi da pagare per i sacchetti della spesa ai supermercati

Dpcm: Le manifestazioni pubbliche sono consentite solo in forma statica, nel rispetto del distanziamento.

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  • Sindrome matrimoniale. Siamo fidanzati da 10 anni ma abbiamo deciso di sposarci proprio quest’anno, in piena pandemia. Bisogna rispettare regole specifiche?

il Dcpm dice che, per quanto riguarda le cerimonie, dai matrimoni ai battesimi, dalle comunioni alle cresime – restano in vigore le regole dei protocolli già approvati, ma è stato introdotto un limite massimo di 30 persone per gli eventuali ricevimenti successivi.

Ora, lo sappiamo che in Italia e in alcune zone del sud in particolare, un matrimonio con 30 persone è un offesa irricevibile, capace di generare faide familiari, perché toccherà lasciar fuori zie e pro zie di seconda e terza linea, bis cugini, a favore di qualcun’altro; ma magari con un po’ di fantasia si potrà pensare di organizzare matrimoni a scaglioni: sabato ci si sposa per i parenti di primo grado, domenica per quelli di secondo, il mercoledì (per dare tempo di sanificare bene la struttura) ci si sposa per varie ed eventuali.

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  • Le feste private

Altro punto equivoco che ha scatenato sintomi di panico ed aggressività nella cittadinanza, nell’attesa spasmodica che il Dpcm del governo chiarisse la questione: si può organizzare una festa?

In effetti la dicitura nelle anticipazioni non aveva favorito immediatamente la comprensione della questione.  Una festa privata è da intendersi un rave camuffato all’interno di una villa isolata? Una festa di laurea in un appartamento con parenti e amici del festeggiato accalcati al brindisi? Un party con gli amici in casa, tipo pubblicità della coca cola anni ’80, con Aretha Franklin in sottofondo e gli invitati che apparecchiano ballando attorno a un tavolo?

Ma i casi si potevano allargare a macchia d’olio: un pranzo in famiglia, domenicale, con l’aggiunta di un paio di zii, era da considerarsi festa privata?

E il caos, in tal caso, si sarebbe raggiunto a Natale, con il Cardinale Sepe a Napoli che sarebbe andato direttamente sotto casa di De Luca con una roncola.

Ricordiamo che l’Italia ha l’età media tra le più alte del mondo, un saldo nascite\morti prossimo allo zero,  un rapporto  di 683 pensionati da lavoro ogni mille occupati; della fascia produttiva, come già detto, la maggior parte sono anni che ci tedia ricordandoci che la loro vita non prevede socialità oltre netflix, divano e sushi, hashtag #ioodiotutti, però l’onda virale ha trasformato immediatamente questi soggetti in aspiranti Jeff Gambardella e il Boss delle cerimonie, con l’irrefrenabile voglia di organizzare mega party domestici, al ritmo di Raffaella Carrà.

Cosa dice il Dpcm del governo?

Previsto uno stop alle feste, al chiuso o all’aperto, con una forte raccomandazione a limitare anche quelle in casa. A casa è raccomandato di evitare feste e di ricevere più di sei persone non conviventi.

E potremmo continuare a lungo con i casi di allergia al decreto, con qualche ragione, effettivamente.

Non è il massimo, ce ne rendiamo conto, soprattutto perché se si continua a lasciare il trasporto pubblico un caso di extraterritorialità in cui i lavoratori sono fatti viaggiare come carne da macello, scaricando tutte le responsabilità sul cittadino nel suo privato. Ma nello specifico, per ora si tratta di un mese ulteriori con restrizioni, il natale è salvo, il campionato di calcio anche, netflix pure e tutti i feticci social popolari (e ci siamo anche risparmiati settimane di post quotidiani di Salvini contro il governo di miscredenti adoratori di Belial).

Come dicevano i nostri genitori, abbiamo fatto 30, facciamo anche 31, poi tireremo le somme. Senza sconti per nessuno.

 

 

 

 

 

 

 

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About Alexandro Sabetti

Scrittore e autore radio e tv. Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014). ->
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