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Il governo italiano, in linea perfetta col governo di Tel Aviv, taglia i fondi anche ai progetti già approvati per gli aiuti alla popolazione palestinese, mentre nella Striscia si muore di fame.
L’Itali taglia gli aiuti alla popolazione palestinese
Nel momento in cui la Striscia affronta una crisi umanitaria senza precedenti, in cui l’ONU e tutti gli organismi internazionali parlano di carestia, malnutrimento e di una popolazione che ha bisogno praticamente di tutto, il Governo italiano, attraverso il ministro Antonio Tajani ha bloccato completamente le linee di finanziamento ai progetti a Gaza delle Ong italiane.
La motivazione ufficiale risulta paradossale: “Le operazioni di soccorso all’interno della Striscia sono pressoché impossibili e ad altissimo rischio. Alla luce di quanto sopra, d’intesa con l’Unità di crisi, si rappresenta pertanto, allo stato attuale, l’inopportunità di operare”.
Ovvero i soccorsi di cui ha bisogno la popolazione, stremata dalle situazioni di pericolo, sono impossibili perchè ci sono le situazioni di pericolo! Ma, oltre a glissare sul fatto di chi sia a provocare queste situazioni di “pericolo” non garantendo la sicurezza degli operatori internazionali, vi è la solerzia del governo italiano a rispondere ai diktat di Tel Aviv nel sospendere anche i progetti già approvati e finanziati da tempo.
Infatti Benyamin Netanyahu ripete dal 7 ottobre che i progetti a favore dei palestinesi di Gaza sono un sostegno ad Hamas e, pertanto, vanno interrotti.
Scrive Michele Giorgio sul Manifesto: “Un passo che segue i mesi di incertezza in cui è stato lasciato l’ufficio di Gerusalemme dell’Aics, l’agenzia della cooperazione governativa, rimasto senza un indirizzo e di fatto ignorato dal governo Meloni impegnato ad evitare qualsiasi atto nei Territori palestinesi occupati che potesse risultare sgradito a Israele”.
Tra le ong colpite direttamente ci sono sono Acs, Educaid, Cesvi, Cospe, Oxfam, WeWorld e Progetto Mondo. Ma il primo bersaglio colpito da tempo è l’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi, a cui sono stati revocati i fondi, con l’Italia in prima linea.
Sempre sul Manifesto leggiamo che “Roma ha sospeso la linea di finanziamento per l’emergenza e ci chiede di spostare ogni progetto in Cisgiordania, quindi di abbandonare Gaza. –la denuncia di diverse Ong operative in quei territori-. Inaccettabile. In questo momento la Striscia deve poter ricevere tutto l’aiuto possibile. La gente muore di fame”.
L’opportunismo politico in questo modo diventa complice dei crimini di guerra.

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