Nel programma di Si/Verdi il capitolo sulla tutela degli animali da affezione è più lungo di quello sulle politiche industriali.
Il programma di Si/Verdi
Di Riccardo Achilli*
Ho letto il “mappazzone” programmatico di Si/Verdi. Intanto qualcuno dovrebbe suggerire loro un format comunicativo. Un libro non lo legge nessuno. Serve almeno un abstract con i punti principali e qualificanti. Altrimenti è lavoro inutile.
Dopodiché credo che l’ordine espositivo dei vari capitoli la dice lunga. I primi, forse gli unici che un elettore va a leggere, sono quelli dei Verdi. Hanno fatto pesare il loro maggiore bacino elettorale. Poi vengono quelli sui diritti civili, con la consueta tiritera su omotranslesboetcetc, i diritti del corpo, le canne libere, il fine vita e tutto quanto il caravanserraglio. I diritti sociali ed il lavoro finiscono in fondo, contano di meno.
Un capitolo sulla tutela degli animali da affezione più lungo di quello sulle politiche industriali.
Quanto alle proposte specifiche, vi sono molte cose interessanti (interessante il capitolo sugli autonomi e molte questioni ambientali), assieme a proposte inutili e/o demagogiche (la patrimoniale, Invitalia trasformata in una fantomatica banca del clima, il tpl gratuito solo per i giovani) a veri e propri libri dei sogni (l’Europa che diventa solidale, mutualizza i debiti e redistribuisce i migranti) e ad enormi lacune: non mi sembra si parli di riorganizzazione del mercato delle aste per il Co2, che è l’ennesimo mercato di speculazione finanziaria, non si parla di rimodulazione del modello di specializzazione produttiva italiana, si omette la sicurezza pubblica in ambito urbano e nelle periferie, perché non basta integrare, socializzare e volersi bene, la legge e l’ordine sono la controfaccia necessaria per l’integrazione dei migranti e per una lotta all’emarginazione involontaria.
E alla fine viene da dire: ma le poche cose buone che proponete pensate di farle con il Pd? Onci onci un li bevete tanti ponci…
Ripreso da Riccardo Achilli
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