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giovedì, Agosto 11, 2022

Lo sconcertante “Manifesto” del PD

Il mondo incombe sopra l’Italia con il suo catastrofico peso e il dibattito italiano si trastulla con Gelmini, Calenda e Carfagna paladini della Costituzione. Spiace che uno degli attori del trastullo sia il Manifesto.

Il Manifesto del PD

Norma Rangeri scrive un editoriale sul Manifesto per invitare, in sostanza, a votare PD. Lo definisce un partito centrista, neodemocristiano e progressista.

Io non amo la parola progressista, ma avverto una certa contraddizione tra neodemocristiano e progressista e, soprattutto, penso che sia davvero impossibile definire il PD un partito progressista.

Quello che sconcerta dell’editoriale del Manifesto che, a partire da Veltroni, smette di essere quotidiano comunista nel periodo elettorale per accodarsi sempre al Pd, è il fatto che la questione della guerra non sia in alcun modo posta.

Siamo alle soglie di una nuova fase di confrontazione che porterà alla Terza guerra mondiale e il “nostro” partito progressista è in prima fila nel supportare la guerra e proprio l’idea strategica di confrontazione. Ma questo non sembra più preoccupare il Manifesto, quotidiano comunista.

Il mondo incombe sopra l’Italia con il suo catastrofico peso e il dibattito italiano si trastulla con Gelmini, Calenda e Carfagna paladini della Costituzione. Spiace che uno degli attori del trastullo sia il Manifesto.

Il carrozzone Calenda accoglie Gelmini e Carfagna: “Putiniani non vinceranno”

Non amo il machismo e qualsiasi esaltazione della forza, ma la paura del diluvio che serpeggia a sinistra è un bruttissimo segnale. Credo che tale paura sia il paradossale risultato di trent’anni di mentalità maggioritaria, quella per cui chi perde le elezioni è un poveraccio, un perdente, un inadeguato, uno da cacciare, uno che sbaglia i rigori a porta vuota.

Ecco, credo che bisognerebbe recuperare da un lato l’esaltazione della debolezza e dall’altro il coraggio di stare all’opposizione. Tutta questa vocazione maggioritaria ha prodotto dei gran vigliacchi che non saprebbero che fare all’opposizione.

Ricordiamo tutti una cosa: ciò che caratterizza una democrazia è l’opposizione. Un regime è democratico se ha un’opposizione e l’opposizione è arte nobile e necessaria alla democrazia.

P.S.: mi dite che la legge elettorale riduce ai minimi termini l’opposizione? L’ha ideata e votata il Pd: partito progressista. Un partito che non ha al suo interno più alcun residuo delle culture politiche costitutive democristiane e comuniste. Se così fosse, sarebbe per il proporzionale e con il Papa contro la guerra.

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Claudio Bazzocchi
Claudio Bazzocchi
Studioso di filosofia politica

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