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martedì 12 Ottobre 2021
PolisIl gioco dell'oca: torna alla casella covid

Il gioco dell’oca: torna alla casella covid

Come nel gioco dell’oca abbiamo girato intorno, tirando i dati e sperando nella fortuna, ma alla fine, in quest’estate del covid, si passa sempre per la casella pandemia.

L’estate del covid

A guardare i fatti con la giusta distanza, par di essere i protagonisti di un grottesco gioco. Pensiamo al classico gioco dell’oca: abbiamo girato intorno al tabellone, tirando i dati e sperando nella fortuna. Abbiamo preso la carta degli inconvenienti, poi siamo passati per la casella bonus.

Tutto sommato sembra che la partita stia andando bene. Altro giro di dadi e si passa nuovamente sulla casella epidemia. Vabbé, girando in tondo capita d’imbattersi nelle medesime situazioni.

Altro giro di dadi e purtroppo finiamo nuovamente su epidemia. E poi ancora e ancora. Alla fine, si torna sempre al punto di partenza: è il virus a dettare le regole del gioco, in un modo o nell’altro.

Proviamo a rileggere sul tabellone le caselle sulle quali siamo passati.

Comincia l’estate, programma le tue vacanze: fai un giro in Puglia

E ti ritrovi al DJ set di Bob Sinclair davanti a migliaia di persone, senza distanziamento, senza mascherine, e scoppia la polemica. Parte la caccia ai nuovi untori: i giovani e le discoteche. Prima furono i cinesi, poi gli asintomatici di Codogno, poi i runners, dopo di migranti. D’altra parte, quando non si trova una soluzione, si cerca un colpevole.

Come ha scritto Enrico Giani a proposito della recente chiusura delle discoteche per arginare il contagio:

Nonostante le roboanti promesse, non sanno come fare a riaprire le scuole (perché una soluzione giusta non c’è, la percentuale di rischio sarà sempre alta) e allora devono trovare una scusa: colpa dei fratelli maggiori che vanno a ballare.

Il gioco dell'oca: torna alla casella covid
Bob Sinclair

Continua la tua vacanza: sei fermo in Sicilia, salta un giro

Il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, è apertamente in contrasto con il governo centrale, per la presunta positività  al Covid dei migranti. Quindi vuole chiudere tutti i centri di accoglienza dell’isola.

Si ricomincia dunque con le schermaglie tra il potere centrale e quello periferico, in uno scaricabarile continuo quando c’è da assumersi le responsabilità dei fallimenti, e il reclamare prerogative quando c’è da prendere provvedimenti spesso in chiave puramente elettorale.

Nell’empasse, ancora una volta, il virus ci sguazza allegramente.

Il gioco dell'oca: torna alla casella covid
Nello Musumeci

Altro tiro di dadi: vai a un comizio di Salvini

Tra un bagno al mare e un’annusata di pecorino, continua la campagna elettorale di Matteo Salvini fatta con il solito giro di selfie e video in costume da bagno, una delle sue specialità più riuscite. Quasi sempre senza mascherina e in piccoli assembramenti. Inizia il comizio, sempre uguale:

Chi sceglie la Lega in (scegliete voi la regione, basta che sia sotto elezioni ) sceglie prima gli italiani, nella situazione delle case popolari, dei posti di lavoro, dei bonus pubblici, prima verranno i (a seconda della regione)  e poi tutti gli altri.

Si ma quali posti di lavoro? Quali bonus? Quali finanziamenti? Troppo tardi, il comizio è finito. Via verso una nuova tappa, nuovi selfie, nuovi formaggi da odorare.

Salvini come la tiktoker: non mando mia figlia a scuola se è obbligatoria la mascherina
Matteo Salvini e la prova del pecorino

Prendi la carta degli eventi: hai vinto una serata al Billionaire in Sardegna!

Il locale dei supervip è diventato il nuovo paradigma della lotta di classe: i dipendenti quasi tutti positivi al virus, dei facoltosi clienti nessuna notizia, evaporati silenziosamente. E sulla sorte del reuccio di Porto Cervo, Flavio Briatore, regna il mistero: per i media è positivo al covid, per la Santanchè è una recidiva alla prostata.

Per il popolo della sinistra la positività al virus di Mr Billionaire è quasi una punizione divina; una sorta di contrappasso per la propensione al menefreghismo di chi basa la propria esistenza sull’ostentazione del proprio stile di vita. Dall’altra parte, la destra conservatrice (del proprio status quo), accusa di giacobinismo chi esulta per la malattia del padrone.

Covid, altri 52 positivi al Billionaire. Basta caccia ai clandestini, occhio ai miliardari!

Carta degli imprevisti: sei risultato positivo al tampone fatto sbarcando del traghetto che ti riportava a casa

Ci affidiamo alle parole rilasciate da Agostino Miozzo, capo del Comitato tecnico-scientifico, in un’intervista a Il Giornale sull’emergenza Covid:

L’epidemia è ormai fuori controllo. Una crescita sull’andamento dei contagi era prevista, però dobbiamo capire come si evolve questa curva epidemica: se raggiunge un picco e poi si ferma, possiamo stare tranquilli perché è il colpo di coda di comportamenti scorretti dei vacanzieri, ma se continua a salire dobbiamo cominciare a preoccuparci.

Chiedi un parere a un virologo

La virologa più nota alle platee televisive, Ilaria Capua, ha dichiarato:

Il virus ora interessa una popolazione più giovane rispetto alla prima ondata, che rappresenta una nuova fonte di contagio per le persone più fragili. La nuova sfida ora è quella di riorganizzare la vita della popolazione a rischio. Possiamo evitare la seconda ondata. La comunità scientifica ha fallito e deve fare autocritica.

Chissà se si considera parte della comunità anch’essa, e quindi si stia auto-stigmatizzando. Anche se, per sua stessa ammissione, non è più una virologa:

Non ho più un laboratorio dal 2012, l’ho lasciato per seguire Mario Monti in politica. Sono stata parlamentare per 3 anni e mezzo, mi sono trasferita negli Stati Uniti e ora dirigo un centro multidisciplinare. Per questo posso dire che non sono più una virologa. 

Ma resta la più pagata, questo secondo il suo agente: Per un contributo di 10 minuti in tv siamo attorno ai 2 mila euro più Iva.

Anche questa considerazione può essere tacciata di giacobinismo?

 L’estate è finita, ricomincia la scuola. Vai al 14 settembre

L’anno scolastico ancora non è iniziato ma è già praticamente allo sbando. Il 1° settembre 2020 devono iniziare i corsi di recupero per coloro che hanno accumulato i debiti, mentre la scuola dovrebbe iniziare il 14 settembre 2020, e servono circa 200.000 nuovi insegnanti.

Il sistema telematico per la gestione delle supplenze è già in tilt, e le segreterie scolastiche non sono nelle condizioni di sapere effettivamente quali sono i docenti a disposizione.

La gestione degli spazi è ancora un punto interrogativo ed è affidata all’estro e alla buona volontà dei singoli istituti.

Il gioco dell'oca: torna alla casella covid
Lucia Azzolina

Non sta andando tutto bene

Dunque la bussola del nostro presente è ancora puntata verso la convivenza con l’emergenza virale.

Sebbene circoscritti e arginati, i contagi hanno continuato a svilupparsi lungo percorsi biologici per ora solo intuiti ma in gran parte ancora misteriosi: in sostanza s’insinuano minacciosi nel nostro ciclo vitale. A volte in forma aggressiva, altre volte silenziosamente, senza sintomi, ma pur sempre con grossa carica virale. I dati dicono cose contrastanti. Le caratteristiche sono mutevoli, perciò difficili da contrastare, nonostante gli annunci di vaccini che arrivano da più parti: pare che avremo un vaccino russo, uno cubano, uno cinese, uno italiano…

Eppure tutto ciò era da tempo risaputo, documentato e pubblicato: i cicli produttivi insensati, la devastazione ambientale, climatica, l’abbattimento delle spese sanitarie. Dati che le istituzioni scientifiche e le organizzazioni ambientaliste hanno a più riprese trasmesso a organi internazionali e governi locali; dati che tuttavia non hanno smosso di un millimetro chi avrebbe dovuto non solo prenderne atto, ma soprattutto farne derivare conseguenze.

Va da sé che i principali responsabili di questa drammatica pandemia siano dunque i poteri politici che lungo almeno un ventennio si sono ciecamente avvicendati. Informati, sollecitati, implorati, hanno tuttavia trascurato l’incombente allarme sanitario.

Ma nonostante la pandemia stia ancora infuriando non c’è traccia di ripensamenti. Si cerca di arginare gli effetti ma non si affrontano le cause che li hanno prodotti.

E dunque, lanciamo i dati e continuiamo la nostra partita affidandoci alla dea bendata.

 

 

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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