Il modello attuale del fisco giustifica le proposte di flat tax perchè è falsamente progressivo, è una flat tax con tre flat, a tre piani. La destra cavalcherà sempre questo tema.
Fisco e democrazia
Di Andrea Masala*
Tutti noi abbiamo l’impressione che la destra promuove una flat tax (quindi un fisco antiprogressivo e quindi anticostituzionale) mentre la sinistra difende un sistema fiscale proporzionale (come vuole la costituzione e un’idea di giustizia sociale).
Vediamo qual è la realtà.
Oggi abbiamo 4 aliquote (il governo Draghi le ha ridotte):
-23% fino a 15000€
-25% da 15000 a 28000€
-35% da 28000 a 50000€
-43% da 50000€ a infinito
Con la proposta della Lega (potete leggerla googlando “disegno di legge AS 1831”) avremmo:
-15% fino a 26000€ per i single, 50000 per le famiglie monoreddito, 65000 per le famiglie bireddito
– 38% da 50000€ a infinito
Come possiamo vedere sia l’attuale che quella proposta dalla Lega prevede progressività solo per i redditi medio-bassi. Per chi guadagna più di 50000€ l’anno (parliamo da circa 2300€ netti al mese a milioni di euro) c’è una enorme flat tax sia adesso (43%) che con la proposta della Lega (38%).
Quindi chi guadagna 2500€ al mese e chi guadagna 2500€ al giorno e chi guadagna 2500€ all’ora, pagano la stessa aliquota. In soldoni: i ricchi non sono tassati progressivamente, pagano esattamente come un reddito medio.
Con la proposta della Lega però i redditi bassi pagherebbero il 15% invece del 25 e in alcuni casi invece del 35. Insomma avrebbero un bel risparmio.
Paradossalmente la proposta della Lega è più solidale verso i redditi bassi di quanto sia la situazione attuale difesa dalle sinistre.
La situazione attuale è infatti concettualmente né flat né progressiva, sono di fatto 3 scaglioni (23 o 25 poco cambia), con la proposta della Lega sarebbero di fatto 2, ma entrambe sono una enorme flat tax per i benestanti e i ricchi e un enorme prelievo sulla massa dei redditi medio-bassi, ma molto meno enorme e ingiusto con la proposta della Lega.
Lo so che da sinistra emotivamente e psicologicamente non riusciamo ad ammetterlo, ma facciamo proposte fiscali più ingiuste della Lega sui redditi bassi. E ugualmente ingiuste su quelli alti. Gli operai votano a destra anche per pragmatismo, per concretezza.

Come uscirne? Se ne vogliamo uscire (per prima cosa dobbiamo decidere questo) tocca elaborare un modello fiscale continuamente progressivo con aliquote marginali molto molto strette (quindi con tantissime aliquote, se fosse possibile tramite algoritmo, anche con una aliquota per ogni persona fiscale continuamente aggiornata alle variazioni).
Il modello attuale giustifica le proposte di flat tax perchè è falsamente progressivo, è una flat tax con tre flat, a tre piani. La destra cavalcherà sempre questo tema, i centri liberali lo stanno attuando da decenni (la riformetta Draghi va verso questo senso) appoggiati dalle sinistre riformiste e nel totale disinteresse delle sinistre radicali che di tali questioni pragmatiche non si occupa mai, a parte agitare slogan.
Piccola chiosa: se dovessi dare retta al principio liberale della scelta razionale, dovrei votare Lega: risparmierei la metà delle tasse, e per un reddito da insegnante fa una differenza enorme (a me pochi punti cambiano la vita, al milionario no, per questo è giusta la progressività). Cioè se dovessi dare retta ai principi liberali di Renzi, Calenda, Bonaccini, Letta etc. dovrei votare Lega. Mi conviene no? Basta ideologie, basta appartenenze, pragmatismo ci vuole, basta idealismi.
Non lo farò mai perché per fortuna e per impegno quei valori rottamati dalla sinistra riformista io li ho mantenuti.
Ma come vediamo dai flussi elettorali la maggior parte di operai e impiegati no. E giustamente. Devono mantenere le loro famiglie, proteggere le loro vite.
Ma incredibilmente non facciamo niente: la sinistra riformista appoggia la soft flat tax dei liberali. Ma senza questo passaggio non cambiamo niente.
*ripreso da Andrea Masala
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