Harris o Trump? Gli USA hanno ben altri problemi. E noi con loro

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Chi sceglieranno gli americani, Kamala Harris o Donald Trump? Come direbbe il grande Giuseppe Verdi: “Questa o Quello per me pari sono” . Il problema per gli USA e per noi in Europa è ben altro.

Harris o Trump?

Se dovesse prevalere il candidato repubblicano, ad esempio, è probabile che andremo incontro all’apertura di una fase di transizione che durerà fino a che l’America non individuerà un suo modello complessivo di ricollocazione nella realtà mondiale, anche attraverso una inevitabile rimodulazione del suo modello sociale, al nuovo ruolo che andrà ad assumere nella realtà multipolare che si è aperta, e che la prevedibile vittoria della Russia in Ucraina sancirà in modo definitivo ed irreversibile .

Siamo di fronte alla terza grande crisi della storia della nazione americana, dopo la guerra civile 1860/1864 e la grande crisi e depressione 1929/1934, aperta dal crack del sistema bancario e finanziario americano ed ora aggravata dall’emergere della grande spinta multipolarista dei nuovi grandi produttori mondiali riuniti nel campo dei BRICS.

A differenza di allora ora l’America, realtà socio economica militare e finanziaria molto più complessa, è guidata da un Deep State articolato che dovrà trovare una sintesi attorno ad un nuovo orientamento sistemico delle scelte, che ad oggi sembra ancora lontana dal suo essersi determinata .

Rispetto a questo quadro i presidenti di turno, compresi i due attuali contendenti , al di là delle chiacchiere avranno un ruolo complementare e non primario, a meno che un nuovo leader in futuro non divenga, in ragione di una sua particolare e notevolissima competenza e capacità di direzione, che allo stato non esiste nella attuale classe politica americana ufficiale, il soggetto unificante di questa opera di ridefinizione complessiva di ruolo e di modello della Nazione .

Occorre sempre considerare che gli USA ed il mondo anglofono ed atlantista ad esso collegato, di cui Israele è parte direttamente componente ed integrata, sono una realtà più che bicontinentale, con risorse naturali e tecno-conoscitive enormi, ed una popolazione in crescita tendenziale costante , per cui non hanno problemi di crollo di sistema, ed in un mondo multipolare di tipo nuovo potrebbero benissimo trovare una loro collocazione di crescita, purché riadattino sotto tutti i profili il loro modello strategico e socioeconomico .

In questo quadro è altresì evidente che il problema della ridefinizione di sé riguarda anche Israele  e diverrà per lei assolutamente vincolante quando gli USA avranno compiuto la loro ristrutturazione .

I pericoli globali seri si porranno solo se a Washington si dovessero dimostrare incapaci di risolvere in positivo questa loro nuova urgenza storico politica, vista la potenza economica e strategica mostrata dal campo dei BRICS, Iran compreso , il vero loro sesto componente.

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Franco Bartolomei
Franco Bartolomei
Risorgimento Socialista ( https://www.risorgimentosocialista.it)

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