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Il ministro israeliano Amichai Eliyahu ha invocato la fame come arma, elogiato l’opzione nucleare su Gaza e proposto l’ebraicizzazione della Striscia. Le sue parole, definite razziste e genocidarie, sono state citate dal Sudafrica nel caso contro Israele all’Aja.
Le dichiarazioni del ministro israeliano Amichai Eliyahu sui palestinesi: posizioni sempre più estremiste nel governo Netanyahu
Il ministro israeliano del Patrimonio Amichai Eliyahu ha suscitato forti condanne internazionali e polemiche domestiche per una serie di dichiarazioni estremiste sui palestinesi e su Gaza, che hanno sollevato gravi preoccupazioni sui diritti umani e sul diritto internazionale.
Chi è Amichai Eliyahu
Amichai Eliyahu, nato nel 1979, è un politico israeliano di estrema destra membro del partito Otzma Yehudit (Potere Ebraico) guidato dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir (il quale ultimo, a sua volta, è stato processato dallo stesso Stato di Israele per ben 50 volte per razzismo e terrorismo e condannato 8 volte, per cui Netanyahu ha nominato quale Ministro del suo governo un criminale pregiudicato).
Nipote dell’ex rabbino capo sefardita Mordechai Eliyahu, risiede nell’insediamento illegale di Rimonim in Cisgiordania (territori palestinesi illegalmente occupati fin dal 1967 dallo Stato di Israele). Ha servito nella Brigata Paracadutisti dell’IDF e ha combattuto nella guerra del Libano del 2006.
Le dichiarazioni più abominevoli
L’opzione nucleare su Gaza (novembre 2023)
La dichiarazione più scioccante di Eliyahu è arrivata durante un’intervista radiofonica con Kol Berama nel novembre 2023. Quando l’intervistatore ha chiesto se Israele avrebbe potuto lanciare “una sorta di bomba nucleare su tutta Gaza”, Eliyahu ha risposto: “È un’opzione”. Ha aggiunto che non ci sono “civili non coinvolti a Gaza” e che chiunque sventoli una bandiera palestinese o di Hamas “non dovrebbe continuare a vivere sulla faccia della terra”.
Queste dichiarazioni hanno provocato una condanna immediata dal premier Benjamin Netanyahu, che ha definito le parole di Eliyahu “distaccate dalla realtà” e lo ha temporaneamente sospeso dalle riunioni di gabinetto. Tuttavia, Eliyahu ha successivamente partecipato a una votazione telefonica del gabinetto lo stesso giorno.
“Tutta Gaza sarà ebraica” (luglio 2025)
Nel luglio 2025, Eliyahu ha dichiarato alla radio Kol Barama: “Il governo sta correndo per cancellare Gaza, e grazie a Dio stiamo cancellando questo male. Tutta Gaza sarà ebraica”. Ha assurdamernte aggiunto che la popolazione palestinese è stata “educata sul Mein Kampf” e che Gaza sarà liberata per l’insediamento ebraico.
La strategia della fame (maggio 2025)
Eliyahu ha ripetutamente e convintamente sostenuto l’uso della fame come arma di guerra, dichiarando che Israele dovrebbe bombardare i depositi di cibo e carburante di Gaza per far “morire di fame” la popolazione. Ha affermato: “Non c’è problema nel bombardare le riserve di cibo di Hamas. Devono morire di fame”.
Altre dichiarazioni arrivate in questi mesi, eccole in ordine sparso:
- Ha suggerito che i palestinesi di Gaza potrebbero andare “in Irlanda o nei deserti”, definendo i gazawi “mostri”
- Ha paragonato i palestinesi ai nazisti, sostenendo: “Non daremo aiuti umanitari ai nazisti”
- Ha chiesto l’esecuzione dei prigionieri palestinesi
- Ha dichiarato che “L’esercito deve trovare metodi più dolorosi della morte per i civili a Gaza. Ucciderli non basta”
- Ha sostenuto che Israele dovrebbe “occupare completamente la Striscia di Gaza” e costruirvi insediamenti israeliani.
Reazioni nazionali e internazionali
Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha definito i commenti di Eliyahu “un attacco ai valori e un disastro per le pubbliche relazioni“, aggiungendo che “Israele non convincerà mai il mondo della giustizia della nostra guerra contro il terrore finché saremo guidati da un governo minoritario estremista”.
Il deputato Ayman Odeh ha twittato che “questo è esattamente come parlavano in Germania“, mentre Gilad Kariv del Partito Laburista ha affermato che la continua permanenza di Eliyahu come ministro “getta una macchia e una disgrazia sullo Stato di Israele e su tutto il popolo ebraico”.
La Lega degli Stati Arabi ha definito le sue affermazioni “razziste” e una rivelazione del “punto di vista razzista abominevole degli israeliani verso il popolo palestinese”
La Cina e l’Iran hanno descritto i commenti come “estremamente irresponsabili e inquietanti”
Ma, a parte le chiacchiere, o el condanne pro frma, l’uncia azione concreta è arriata dal Sudafrica. Le dichiarazioni di Eliyahu sono state citate nel caso di genocidio presentato contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia. Il Sudafrica ha incluso nove pagine di dichiarazioni che mostrano “intento genocida contro il popolo palestinese” da parte di funzionari israeliani, incluse quelle di Eliyahu.
Eliyahu stesso ha fatto riferimento con orgoglio a questo fatto, dichiarando: “Anche all’Aia conoscono la mia posizione”.
Il suo partito, Otzma Yehudit, fa parte della coalizione di estrema destra che sostiene il governo, e le sue posizioni sono la conferma della radicalizzazione della politica israeliana che i media occidentali continuano a minimizzare.
Nonostante le scandalose dichiarazioni costantemente ripetute, Eliyahu mantiene la sua posizione ministeriale, con Netanyahu che si limita a dichiarazioni di distanza senza intraprendere azioni concrete.
Queste dichiarazioni non sono semplici derive verbali, ma segnali di una volontà politica pericolosa, che sfida apertamente il diritto internazionale. Normalizzare simili tesi significa legittimare l’orrore: il silenzio globale, mentre è in corso la mattanza di Gaza, è già complicità.

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