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mercoledì, Agosto 17, 2022

Il flusso incontrollato di armi in Ucraina e i pericoli futuri per Zelenky

Al momento delle trattative le fazioni ultranazionaliste dotate di ogni giocattolo bellico, chiederanno al presidente di non arretrare e potranno prendersi pezzi di territorio in nome della resistenza al nemico (Kyev non parla più degli eroi della Azovstal, evidentemente troppo scomodi per il governo).

Con un nuovo lungo thread social Nico Piro*, il pioniere italiano del giornalismo mobile, ha fatto il punto sui rischi della circolazione incontrollata di armi in Ucraina.

Le armi in Ucraina e i pericoli futuri per Zelenky

Sui rischi di fornire armi all’Ucraina ho dedicato molte pagine di “Maledetti Pacifisti” e diversi tweet che mi sono costati al solito insulti, provocazioni, minacce e l’accusa standard di volere la resa dell’aggredito. Bene i dubbi dei pacifisti erano fondati

Sul Corriere della sera, anche sulla base di fonti di stampa internazionali, il solitamente ben informato (oltre che competente) Guido Olimpio racconta che gli alleati stanno provando a tenere traccia delle armi temendo il contrabbando.

L’aveva già detto il capo dell’Europol e Lavrov aveva parlato (pur senza dare prove) di armi che stavano finendo in Siria. Io oltre al terrorismo temo anche un attacco con javellin a portavalori su autostrada italiana (UKR e RU sono Paesi con una discreta presenza mafiosa).

Giocando d’anticipo, con il solito tono sprezzante, il consigliere di Zelensky – quello delle liste della spesa di armi – bolla tutto come propaganda russa (pure il capo della polizia europea?). E non fornisce una rassicurazione oggettiva che sia una.

Ucraina, il cerchio magico di Zelensky e le ombre degli oligarchi sul dopoguerra

Del resto se per mesi, per sostenere (giustamente) le ragioni di un popolo aggredito, usi il marketing della guerra e quindi santifichi dei politici con tante “pecche” alla fine li trasformi in intoccabili e quindi non solo gli devi fornire armi, devi farlo in fretta e non devi osare far domande, chiedere spiegazioni, non sia mai! Ecco i danni degli opinionisti con l’elmetto!

Detto questo come mai ci avevo preso sin da marzo? Semplice bastava studiare il caso afghano con operation cyclone che nel 1984 aveva alluvionato il Paese di armi per sconfiggere i sovietici.

Obiettivo raggiunto con l’effetto “collaterale” di creare le condizioni per una sanguinosa guerra civile e la trasformazione del Paese in un rifugio per jihadismo internazionale. Bastava ricordarsi che del 1.400.000 pezzi (armi individuali) distribuite dagli Usa in Iraq e in Afghanistan si è persa traccia di oltre la metà. Bastava magari (non dico leggere “Kabul, crocevia del mondo”) guardare le foto dei talebani con veicoli e armi Usa entrare a Kabul il 15/8/2021.

Il delirio mediatico sull'Afghanistan che riesce a non spiegare nulla

Bastava forse ricordarsi che la Libia non è più uno stato unitario ma una serie di feudi gestiti dalle milizie anti-gheddafi da noi armate che con quelle stesse armi governano e fanno traffici.

Insomma sarebbe bastato poco a capire che rischi stavano affrontando ma ha vinto il marketing della guerra mentre il “PUB” (Partito unico bellicista)  ha desertificato il dibattito mettendo all’indice ogni posizione critica come filo putinismo.

Oggi ci troviamo a rincorrere questo fiume di armi e abbiamo già perso in partenza. Tra l’altro (faccio una previsione personale) quando arriverà il momento di trattare (arriverà), il vero pericolo per Zelensky.

Saranno proprio i neonazisti in armi e le fazioni ultranazionaliste dotate di ogni giocattolo bellico, che chiederanno al presidente di non arretrare e potranno prendersi pezzi di territorio in nome della resistenza al nemico (avete notato che Kyev non parla più degli eroi della Azovstal, evidentemente troppo scomodi per il governo).

Tornando in Italia: gli opinionisti con l’elmetto dove sono finiti? Ah stanno dicendo che la crisi con la guerra è un crimine. Vedete? Una guerra torna sempre utile.

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