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giovedì 12 Maggio 2022
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L’esercito russo è entrato nel Donbass. E ora?

Putin riconosce le repubbliche separatiste del Donbass e invia l’esercito russo in  missione di “peacekeeping”. Duro discorso in diretta televisiva: “L’obiettivo dei missili della Nato siamo noi. Gli Usa minacciano la nostra sicurezza”.

L’esercito russo è entrato nelle repubbliche separatiste del Donbass

Dopo un inedito Consiglio della Federazione russa trasmesso in Tv e un raro discorso alla nazione, il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto l’indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste dell’Ucraina orientale, Donetsk e Lugansk, e ordinato l’invio dell’esercito russo in Donbass come “missione di peacekeeping“.

Putin ha anche invitato Kiev a cessare immediatamente le operazioni militari contro i separatisti filo-russi “altrimenti, ogni responsabilità per ulteriori spargimenti di sangue ricadrà sulla coscienza del regime ucraino”.

La decisione è stata motivata dal presidente russo col fatto che le autorità di Kiev non hanno intenzione di portare avanti una soluzione diplomatica in Donbass, che l’Ucraina “non ha una vera tradizione di nazione” e oggi è “una marionetta nelle mani degli Usa”, che a loro volta, con l’espansionismo della Nato “puntano solo a contenere la Russia”.

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Ora si attende di capire se i peacekeeper russi rimarranno nei territori conquistati dai separatisti o si muoveranno anche nelle zone controllate dalle forze regolari?

Una valutazione iniziale la possiamo fare riprendendo le parole dell’analista Stefano Orsi

“Con il riconoscimento ora l’esercito ucraino dovrà abbandonare il territorio delle Repubbliche, occupato per otto anni o subirne le conseguenze. Verrà dato loro un ultimatum entro breve per iniziare le operazioni di ritiro e un tempo limite, meno breve, per completarlo.”

La decisione di Putin ha impresso un’accelerazione alla crisi ucraina. Immediata la reazione delle cancellerie occidentali che hanno condannato la mossa del capo del Cremlino come una aperta violazione degli impegni assunti da Mosca con gli accordi di Minsk e una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. E gli Stati Uniti hanno varato sanzioni economiche contro i due territori.

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