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martedì, Luglio 5, 2022

Elezioni in Francia, il gioco sporco di Macron contro Melenchon

Il primo turno delle legislative in Francia ha premiato la coalizione di sinistra guidata da Jean-Luc Mélenchon ma gli equilibri dell’Assemblea Nazionale verranno determinati dal secondo turno della settimana prossima. Da sottolineare la campagna sporca condotta da Macron per delegittimare l’avversario in tutti i modi e sminuire il risultato elettorale.

Elezioni in Francia, il gioco sporco di Macron

Il Governo è recidivo nel tentativo di sminuire i suffragi ottenuti dalla sinistra: aveva già provato ad indicare nelle liste elettorali i candidati Nupes con il solo appellativo della forza politica di appartenenza del candidato: “verde”, “comunista”, “insoumis”, “socialista”, mentre i candidati dell’ex-maggioranza, pur composta da diversi partiti, figuravano tutti con la dicitura Ensemble!.

In questo modo si è tentato di minimizzare il risultato complessivo della Nuova unione popolare. Per questo è dovuto intervenire il Consiglio di Stato il 7 giugno scorso per imporre al ministero dell’interno di apporre correttamente sulle schede elettorali la dicitura “Nupes” per le candidature della Gauche.

Il risultato ottenuto dalla sinistra ha sicuramente un significato importante, anche perché per la prima volta è riuscita a presentare un progetto unitario ottenendo un grande sostegno popolare senza il ruolo guida del Parti Socialiste (PS),ridotto al ruolo di comprimario, e seguendo una leadership più radicale come quella di Mélenchon.

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Tuttavia, i giochi non sono ancora chiusi, e a decidere l’esito di queste elezioni sarà soprattutto il secondo turno di domenica prossima.

Ma la compagine di Macron e soci non sta con le mani in mano e che stiano ancora giocando duro lo si desume anche dagli argomenti utilizzati nella campagna elettorale. Alle presidenziali per sconfiggere Le Pen al ballottaggio si invocava, occhieggiando agli elettori di sinistra, la costituzione di un “Fronte repubblicano” contro il pericolo dell’estrema destra fascistizza. Viceversa adesso, si parla del pericolo contrario basta ascoltare l’ex-ministro dell’educazione, Jean-Michel Blanquer: “l’estrema sinistra è un pericolo importante alla pari di quello rappresentato dall’estrema destra”.

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In caso di confronto tra un candidato di sinistra e uno di estrema destra Macron ha dato l’indicazione del voto bianco o dell’astensione. Con tanti saluti al “Fronte repubblicano”.

Mélenchon è tornato ad essere descritto come il classico comunista che “mangia i bambini” come ironizza con una copertina di “Libération”.

Il leader della France insoumise viene dipinto come “un Chavez gallico”, oppure si urla paventando scenari catastrofici: “finiremo come la Grecia”, ”  “imporrà la ghigliottina fiscale con tasse senza limiti”, “porterà il paese alla rovina con le sue ricette economiche di stampo sovietico” e via di questo passo. Una strategia mediatica farneticante.

Certo il secondo turno vede ancora favorito Macron. L’ex-maggioranza potrà probabilmente contare sui voti dei gollisti (13,7%), la sinistra intende invece dovrà mobilitare la massa degli astenuti (il 52,5% degli aventi diritto al voto), in gran parte abitanti delle periferie, e soprattutto i giovani che si sono astenuti nella misura del 71% e che invece si erano recati in massa alle urne per le presidenziali. In questa fascia di età, tra i 18 e i 34 anni, Mélenchon era stato di gran lunga il più votato.

Da segnalare invece che tra i cinque deputati risultati già eletti al primo turno (due le soglie da superare: 50% dei voti espressi pari ad almeno il 25% degli iscritti alle liste elettorali) quattro risultano essere della Nupes. In compenso, quasi nessuno dei socialisti “dissidenti” capeggiati da Hollande è riuscito a passare al secondo turno.

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Marquez
Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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