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mercoledì, Agosto 10, 2022

Elezioni, l’imbroglio del voto utile: la Costituzione si salva lontani dalla Meloni e dal PD

Il richiamo al voto utile per la difesa della Costituzione maschera in realtà il sostegno a Draghi e alla sua agenda da parte di chi ha già sfregiato il nostro tessuto costituzionale.

Di Giorgio Cremaschi.

Voto utile? Non si difende la Costituzione assieme al PD

In quel Circo Barnum delle poltrone che viene chiamato ipocritamente costruzione delle alleanze politiche, uno dei peggiori imbrogli è quello dell’accordo tecnico in difesa della Costituzione.

Premesso che alle elezioni non ci sono accordi tecnici, ma sempre accordi politici, così come i governi tecnici sono sempre governi politici. Governi che usano la copertura tecnica per tagliare le pensioni, privatizzare i servizi pubblici e magari portarci in guerra.

Premesso che è già un imbroglio in sé parlare di accordo tecnico perché ci si vergogna di una alleanza che vada da Brunetta a Fratoianni; la motivazione “costituzionale” con cui si farebbe questo pateracchio è ancora più truffaldina del nome che gli si dà.

Bisognerebbe unire tutte le forze per impedire che Giorgia Meloni abbia una maggioranza tale da poter cambiare la Costituzione. Questo il messaggio che diffondono a reti unificate soprattutto Letta e Fratoianni.
Vediamo i fatti.

Il PD ha rotto con i Cinquestelle e non si è mai minimamente sognato di chiedere accordi elettorali, nel nome della Costituzione, a forze di vera sinistra come Unione Popolare.

Quindi è il PD per primo che non crede all’alleanza costituzionale, in quanto ha escluso ogni possibilità di accordo con chi si è opposto al governo Draghi, a parte Sinistra Italiana la cui opposizione evidentemente è stata considerata irrilevante.

Insomma per il PD la difesa della Costituzione maschera in realtà il sostegno a Draghi e alla sua agenda.

Più mistificatorio ancora però è che il PD sia un partito che difenda la Costituzione contro chi la vorrebbe distruggere. È falso, perché i peggiori scassi alla Costituzione del 1948 sono venuti proprio dal Partito Democratico.

Il PD è autore della controriforma costituzionale del 2001, che ha imposto venti diversi sistemi sanitari regionali, con il disastro che abbiamo subito nella pandemia.

Nel 2012 il PD ha votato la modifica dell’articolo 81 e di altri della Costituzione, con l’introduzione dell’obbligo del pareggio di bilancio e del vincolo all’austerità UE nei conti pubblici. È stato messo fuorilegge lo stato sociale, commentò trionfalmente la stampa economica di allora.

Non bisogna poi dimenticare che nel 2016 tutto il PD, allora guidato da Renzi, tentò di smontare l’intera Costituzione repubblicana, ma fu per fortuna sconfitto al referendum.
Sul piano della legislazione ordinaria poi, il PD ha più volte colpito i principi della nostra Carta, con leggi che hanno ricevuto condanne esplicite dalla stessa Corte Costituzionale.

Il Jobsact ha tolto la Costituzione dai luoghi di lavoro. Le leggi Minniti hanno istituito uno stato di polizia per migranti e manifestanti. Per non parlare degli accordi coi tagliagole libici. Salvini ha solo dovuto completare l’opera del PD.

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E le stesse leggi elettorali del centrosinistra, compresa quella con cui si vota ora, sono un concentrato di anticostituzionalità come quelle della destra.

Infine, la violazione sfacciata, anzi la reinterpretazione in senso guerrafondaio dell’articolo 11 della Costituzione dal 1999 contro la Serbia ad oggi contro la Russia, è sempre stata centrale nelle scelte del Partito Democratico .

Quindi è un vero raggiro presentare questo partito come il pilastro di una Costituzione che in questi anni ha solo minato e smantellato.
Mi si dirà però : ma Giorgia Meloni farebbe ancora peggio.

Che la leader di Fratelli d’Italia sia una reazionaria confindustriale non c’è alcun dubbio, ma qual è il politico italiano con cui lei ha migliori rapporti e che l’ha più legittimata? La risposta è Enrico Letta, che ancora qualche giorno fa chiedeva a Meloni di dissociarsi da Salvini, che accusava di essere filorusso.

Letta e Meloni sono per tutto il palazzo i due più coerenti rappresentanti del partito americano in Italia, sono i due più fanatici euroatlantici. Tanto è vero che nella élite si spera che un giorno governino assieme, del resto il PD non è gia stato con Salvini e Berlusconi?

Ma al di là delle finte contrapposizioni per prendere voti, con quali concrete proposte Meloni e la destra minacciano la Costituzione, oltre i danni che le ha già procurato il PD?

Due sono le controriforme costituzionali su cui sta discutendo la destra. Il presidenzialismo e l’autonomia differenziata.

L’elezione diretta del presidente della Repubblica vede formalmente contrario il PD, ma tutto il mondo renziano è invece favorevole, con la proposta del “sindaco d’Italia”. Quanto all’autonomia differenziata, cioè lo sfascio del paese tra regioni ricche e povere, il PD assieme alla Lega ne è il principale sostenitore, mentre la neo democratica Gelmini ne è la relatrice ufficiale.

Quindi quelli che giustamente sono indicati come stravolgimenti costituzionali della destra, vedono o il consenso diretto del PD, o quello di alcuni suoi alleati.

In conclusione la difesa e l’affermazione dei principi della Costituzione antifascista la si fa davvero non solo contro la destra di Meloni, ma anche contro il PD di Letta, il partito del Jobsact. Il resto è imbroglio.

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